AUSTRIA, 01 MARZO 2012 - Il Governo Austriaco ha riaperto il caso di Natascha Kampusch, la ragazzina austriaca rapita nel 1998 e liberatasi fuggendo dal proprio rapitore, Wolfgang Priklopil, dopo nove anni di prigionia trascorsi in un bugigattolo sotterraneo. Due gli elementi da determinare e che hanno portato alla richiesta di una nuova indagine: il primo è se ci fosse un secondo aguzzino, in quanto la teoria di un solo sequestratore non è più sostenibile e il secondo è se Priklopil si sia veramente suicidato o se sia stato ucciso dal suo complice per eliminare tutte le tracce. Già nel 2006 suscitò molti dubbi la mancata autopsia sul cadavere dell'uomo, così come l'assenza di una perizia calligrafica sulla lettera d'addio. La commissione parlamentare austriaca potrebbe richiedere l'intervento dell'FBI per la soluzione del caso.[MORE]
Ufficialmente, Wolfgang Priklopil si uccise, distendendosi sul binario di una stazione Viennese e lasciandosi travolgere da un treno, poche ore dopo la fuga della sua vittima. Prima di compiere il gesto estremo, l'uomo, che aveva un rapporto strettissimo con la madre le lasciò una lettera d'addio anche se inspiegabilmente incompleta. La lettera, alquanto inverosimile, infatti, conteneva solo la parola “mamma”, ed era stata consegnata agli inquirenti da Ernst Holzapfel , il suo unico vero amico. Una recente perizia calligrafica ha rivelato che la scrittura è molto simile a quella di Holzapfel, che “senza conoscere le sue intenzioni” lo aveva aiutato a fuggire la sera del suo suicidio. Wolfgang, infatti, gli aveva detto d'essere stato sorpreso mentre guidava in stato d'ebrezza e di temere per il ritiro della patente.
C'è di più, il treno avrebbe dovuto travolgere il corpo ma questo seppur decapitato era completamente intatto. Lo stato del cadavere quindi non è compatibile con la versione ufficiale del suo decesso, giacché non sembra quello di una persona investita da un treno. Già in passato alcuni degli investigatori che si occupavano del caso, avevano ventilato l'ipotesi che il cadavere fosse stato spostato. Ma inspiegabilmente non vennero svolti accertamenti come la misura della temperatura corporea o prelievi del sangue necessari per constatare la reale causa della morte.
Wolfgang quindi fu ucciso sul posto e poi gettato sotto il treno?
I sospetti cadono su Holzapfen, il cui ruolo in questa vicenda non è mai stato chiaro. L'uomo, infatti, conosceva l'esistenza della ragazza, che a suo dire, credeva fosse la giovane fidanzata dell'amico. E' stata inoltre l'ultima persona a vedere vivo Wolfgang e come se non bastasse vi è il risultato della perizia sulla lettera d'addio. Si fa strada quindi, l'ipotesi che il carceriere della Kampusch sia stato ucciso dal suo amico e probabile complice proprio per evitare che Wolfgang parlasse con le autorità rivelando particolari che avrebbero potuto implicarlo nel rapimento .
Ad aggravare la sua posizione contribuiscono alcune sue dichiarazioni, decisamente ambigue e sospette, l'uomo, infatti, oltre ad aver ammesso di aver trascorso otto ore a casa di Priklopil il giorno della fuga di Natascha, interrogato da un poliziotto subito dopo la scoperta della prigione-sgabuzzino avrebbe chiesto “l'ha uccisa?”. Domanda che si spiegherebbe solo se fosse stato a conoscenza della prigionia della ragazza.
Le incongruenze non terminano qui. Vi sono altri elementi, infatti, che fanno supporre il coinvolgimento di un' altra persona. Stando al resoconto di Natascha Kampusch, e a quanto scrive sul suo libro, lo stesso Priklopil le avrebbe confidato subito dopo il rapimento, che era stata presa per essere consegnata ad un altra persona. Il suo atteggiamento nei giorni successivi avalla tale ipotesi confermando che l'uomo non fosse preparato per ospitare la ragazzina, tanto che appena arrivati a casa, la chiuse nell'unica stanza senza finestre e andò ad acquistare un materasso. Come se la prigionia non fosse stata pianificata.
foto da crimeblog.it
Maria Assunta Casula
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