Berlusconi: Se si vota a ottobre, vince la sinistra
ROMA, 25 APRILE 2012 - Si torna a parlare di elezioni e si riaccende, quasi inevitabilmente, lo scontro tra i partiti. «Se si andasse a elezioni a ottobre con questa legge elettorale la sinistra potrebbe vincere». È quanto ha detto ieri Silvio Berlusconi ai coordinatori regionali del Pdl. I timori dell'ex primo ministro sono dettati dal fatto che in realtà – è questa la sua ipotesi – il partito democratico non vorrebbe cambiare l'attuale legge elettorale (la quale, ricordiamo, è frutto della mente del leghista Calderoli, che la definì “una porcata”) poiché le sarebbe più favorevole. La sinistra, è sempre la tesi di Berlusconi, proprio per questo vorrebbe andare alle elezioni già in ottobre. Il problema per il Cavaliere è dettato anche dalla recente posizione della Lega, che «masochisticamente ha deciso di andare alle amministrative da sola», mentre «Fini ha fatto quello che ha fatto».
Quasi immediata è la risposta del segretario del Pd, Pierluigi Bersani, il quale ribadisce l'intenzione del centrosinistra di andare al voto nella prossima primavera, come già detto più volte. «Il Pd – ha affermato Bersani - mantiene la parola data e per noi si vota nella primavera del 2013. Se Berlusconi ha problemi lui, lo dica ma mi consenta di lasciare a me la parola sul Pd».
Nel corso della riunione con i rappresentanti regionali del Pdl, Berlusconi ha affrontato anche il tema del rinnovamento del partito, che rimarrà composto dalle stesse persone, ma che potrebbe cambiare nome, poiché - secondo il Cavaliere – il nome attuale non è abbastanza in grado di suscitare emozioni. «L'acronimo Pdl – ha sostenuto l'ex premier - non suscita emozione, quindi al prossimo congresso sottoporremo un altro nome per il partito che resta lo stesso, composto dalle stesse persone che credono nelle stesse cose, nelle nostre idee». Berlusconi ha poi auspicato la possibilità di unire in una confederazione tutti i cosiddetti moderati. «Speriamo che i moderati si possano presentare insieme alle prossime elezioni e quindi faremo tutto ciò che sarà in nostro potere di fare per far sì che tra i moderati non ci siano delle fratture».
Per il momento l'invito non sembra essere stato colto da Casini il quale ha definito quello espresso da Berlusconi «un suo proposito che rispetto». Tuttavia, secondo il leader dell'Udc, «l'unità dei moderati si fa su cose concrete, non su nominalismi, su cose vere, sui programmi e su una idea del Paese. Se pensiamo all'uso del termine moderati in questi anni vediamo che è stato molto abusato». Casini ha poi denunciato la possibilità che i partiti non abbiano in realtà alcuna intenzione di cambiare l'attuale legge elettorale. «C'è un tentativo di sabotaggio della nuova legge elettorale – ha affermato - un tentativo trasversale che va da desta a sinistra da parte di chi si sta rassegnando e preferisce andare al voto con la legge attuale». In merito alla riforma della legge elettorale, parlando con i cronisti Berlusconi ha affermato la volontà dei partiti di lavorare ad una legge su modello tedesco. «Stiamo lavorando - ha dichiarato Berlusconi - a una legge elettorale con la sinistra che si avvicini al modello proporzionale tedesco, dove i partiti si presentano da soli e il partito che ottiene più voti ha la responsabilità di formare il governo, che può essere quello formato con la destra o con la sinistra come ha fatto Merkel che ha fatto un governo con i liberali e un altro con i socialdemocratici. Se questo non fosse possibile si andrà a votare con l'attuale legge per coalizioni e quindi ancora una volta di più sarà fondamentale che i moderati si presentino insieme»
(foto Agi)












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