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Coniugi uccisi a Ferrara: svolta nelle indagini. Fermati il figlio e un suo amico

Coniugi uccisi a Ferrara: svolta nelle indagini. Fermati il figlio e un suo amico
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FERRARA, 11 GENNAIO – Dopo una notte di interrogatori sembra prendere una forma ben delineata l’indagine sull’omicidio avvenuto a Pontelangorino, piccola località nel ferrarese, che ha causato la morte dei coniugi Salvatore Vincelli, 59 anni, e Nunzia Di Gianni, 45 anni, titolari del ristorante La Greppia di San Giuseppe di Comacchio.

La svolta potrebbe essere arrivata nella notte, quando i carabinieri hanno messo in stato di fermo il figlio sedicenne della coppia - Riccardo Vincelli - e un suo amico, interrogati poi durante la notte nella caserma di Comacchio in presenza dei pubblici ministeri Giuseppe Tittaferrante della procura di Ferrara e Silvia Marzocchi della procura minorile.

Alla base del provvedimento vi sono delle incoerenze e delle contraddizioni affiorate nei racconti dei due giovani. Era stato proprio Riccardo a dare l’allarme, alle 13.10 di ieri, chiamando una zia in lacrime, per poi avvertire carabinieri e soccorsi. Ma gli inquirenti, da subito, hanno avuto delle perplessità sulle parole del giovane. Complice dell’omicidio dovrebbe essere un suo amico, la cui identità non è ancora nota, a casa del quale il sedicenne aveva dormito la notte precedente.

Da quello che emerge dalle indagini e dall'interrogatorio, l'arma del delitto per il duplice omicidio è un'ascia, recuperata dai carabinieri nel luogo dove era stata nascosta - in un corso d'acqua in una frazione poco distante da Pontelangorino - insieme ai vestiti insanguinati dei ragazzi. 

Alla base del massacro dei due coniugi, vi sarebbe non un motivo economico, bensì forti conflitti tra il sedicenne e i genitori. Il secondo ragazzo, invece, avrebbe aiutato Riccardo solo perché spinto dall'amicizia nei suoi confronti.


 

Carlo Giontella
 

Immagine da ilfattoquotidiano.it
 

Carlo Giontella

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