La Coppa Italia torna a Napoli dopo 25 anni
ROMA, 21 MAGGIO 2012- Per una serata, lo stadio Olimpico di Roma è diventato il cuore (azzurro) pulsante dei tifosi napoletani che, sulle note de "O' surdato 'nammurato", dopo 25 anni hanno visto alzare in alto la Coppa Italia da parte del Napoli. Infatti, gli uomini di Mazzarri hanno battuto la Juventus per 2-0 nella finale di Coppa Italia che, ieri sera, si è disputata a Roma, vincendo per la quarta volta il trofeo nazionale, che torna a Napoli dopo l'ultimo trionfo azzurro nella stagione 1986-1987.
A decidere la partita, le reti nella ripresa di Cavani su rigore e Hamsik. Il Napoli è partito subito deciso, andando vicinissimo al gol con Zuniga, che colpisce di testa su un cross dalla destra di Campagnaro, pallone intercettato e deviato in angolo dal bravo Storari. Gli uomini di Mazzarri, probabilmente più motivati e "affamati" dei neo vincitori dello scudetto, non calano di ritmo e sfiorano nuovamente il goal con una conclusione di Lavezzi dal limite. A questo punto, comincia a farsi sentire anche la Juventus: ci prova prima Marchisio dal limite con un tiro a giro che De Sanctis devia. Poi è il tuno di Borriello che, dai 20 metri, manca di poco la porta, ma il portiere del Napoli non si fa trovare impreparato, così come avviene con una punizione in pieno recupero tirata da Del Piero. Da segnalare, a pochi minuti dalla fine, un fallo in area di Aronica su Marchisio punibile col calcio di rigore.
Tuttavia, nella ripresa, è proprio un rigore a favore degli azzuri, per un'uscita fuori tempo di Storari su Lavezzi, a sbloccare il risultato. Mentre il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, dalla tribuna si copriva gli occhi nel momento del tiro del rigore, Cavani dal dischetto non fallisce. La Juve, non si da per vinta e si getta in avanti nel tentativo di riprendere in mano il match, ma De Sanctis neutralizza e vanifica i tentativi, prima di Bonucci, poi su Quagliarella. Al 38' Hamsik chiude i giochi concretizzando un contropiede con un diagonale dai 7 metri. Nel finale di partita, l'ex napoletano Quagliarella si fa cacciare dal campo per una gomitata nei confronti di Aronica.
E così, il triplice fischio finale, da il via alla festa e alla gioia incontenibile dei tifosi del Napoli che vincendo la Coppia Italia, accedono direttamente ai gironi di Europa League senza passare per i playoff. La festa dei tifosi partenopei è proseguita, in nottata, a Napoli. La Juventus, non riesce a chiudere con la ciliegina sulla torta con il bis, dopo lo scudetto, perdendo l'imbattibilità proprio nell'ultima gara di una stagione che, al di là della sconfitta di ieri sera, resta una grandissima stagione. Probabilmente, il più dispiaciuto di tutti, Alessandro del Piero che ieri sera, dopo 19 anni di successi, ha disputato la sua ultima gara in maglia bianconera e ha dovuto salutare il suo pubblico con una sconfitta.
Nota negativa della serata da segnalare e condannare, i fischi provenienti dalla curva Nord dello Stadio Olimpico di Roma, occupata dai tifosi partenopei, mentre la cantante Arisa cantava a cappella l'inno di Mameli, aprendo ufficialmente la finale di Tim Cup tra Juventus e Napoli. Attonito il presidente del Senato Renato Schifani, che ha dichiarato, "I fischi all'inno di Mameli sono incivili, inaccettabili e mi hanno sconvolto: credevo che in una giornata come questa il Paese potesse dimostrare di unirsi sotto un inno che è sinonimo di solidarieta, e non che si potesse dar luogo a gesti del genere".
Invece, tutto lo stadio è scoppiato in un forte applauso all'annuncio del minuto di silenzio per la vittima dell'attentato di Brindisi (ricordata anche da uno striscione esposto dai supporter napoletani) e per quelle provocate dal sisma che ha colpito l'Emilia.
(Video Youtube: Premiazione)
Rosy Merola













Uno spettacolo che indubbiamente ha caratterizzato l'evento di fine stagione senza dover rimproverar nulla a coloro che pur avendo giocato poco hanno manifestato con dignità. Nessun giornale ha voluto evidenziare il fatto, forse per timore che la procedura comportamentale deontologica professionale avrebbe suscitato clamore. Una coppa italia, nel complesso, vinta onestamente da una squadra forte, emancipata e priva di ogni ricorso storico e pluralitario. Il tecnico partenopeo ha sottolineato più volte in conferenza stampa che non possono fare i conti senza l'oste, per tale motivo avrebbero dovuto ancor di più sollecitare gli addetti ai lavori a modificare gli aspetti poco chiari di un simile gesto lontano dall'immagine latente dello sport nazionale.