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Crocifisso nei tribunali: la Cassazione conferma il licenziamento del giudice Tosti

Crocifisso nei tribunali: la Cassazione conferma il licenziamento del giudice Tosti
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ROMA, 15 MARZO - La Cassazione ha respinto il ricorso presentato dal giudice Luigi Tosti, confermando il suo allontanamento dall’ordine giudiziario, deciso dal Csm nel maggio 2010. Tosti, giudice di pace del tribunale di Camerino, si era rifiutato di tenere udienze a causa della presenza del Crocifisso nelle aule giudiziarie italiane. In alternativa alla rimozione del simbolo cristiano, Tosti chiedeva di poter esporre anche la Menorah, simbolo religioso ebraico.


Secondo la Cassazione, sul piano teorico il principio di laicità dello Stato può essere messo in pratica sia “per addizione”, esponendo anche i simboli di altre religioni, sia “per sottrazione”, cioè eliminandoli. Tuttavia, per poter attuare tale misura sarebbe necessario un intervento legislativo che, al momento, manca. Spetterebbe, dunque, al Parlamento varare una legge che permetta la presenza di altri simboli religiosi nelle aule di tribunale.


A Tosti era stata data la possibilità di tenere udienze in aule sprovviste di Crocifisso, quindi, secondo la Cassazione, il giudice non avrebbe dovuto “rifiutare la propria prestazione professionale solo perché in altre aule di giustizia era presente il Crocefisso”. La presenza del Crocifisso, inoltre, sempre secondo la sentenza della Cassazione, “può non costituire necessariamente minaccia ai propri diritti di libertà religiosa per tutti quelli che frequentano un’aula di giustizia per i più svariati motivi”.


Intervistato da Radio Radicale, l’onorevole Maurizio Turco ha ricordato che la presenza del Crocifisso nelle aule giudiziarie non è legata ad alcuna legge, ma ad “una circolare ministeriale fascista del 1926”. Secondo Turco, a differenza di quanto sostiene la Cassazione, il Parlamento non può legiferare per togliere il Crocifisso o per aggiungere altri simboli: “il legislatore non ha neanche deciso di metterlo, come può decidere di toglierlo?”.


Tra pochi giorni il dibattito sulla presenza o meno dei simboli religiosi nei luoghi pubblici potrebbe riaccendersi. È prevista per venerdì la decisione definitiva della Corte Europea per i diritti dell’uomo in merito alla presenza del Crocifisso nelle scuole. Nel novembre del 2010 La Corte aveva stabilito che il Crocifisso rappresentava una violazione delle libertà dei genitori a educare i figli secondo le proprie convinzioni. Il governo italiano ha presentato ricorso alla Grande Camera della Corte, che il prossimo venerdì dovrà emettere il giudizio definitivo sulla vicenda.

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