Dare del "rompiballe" a qualcuno? Non sempre è un reato
12 GIUGNO 2013 - Nella concitazione di una riunione condominiale, qualche "complimento" di troppo ci può scappare, tra condomini esasperati. Una signora piemontese si era così sentita appellare "rompiballe" da un altro condomino, per l'ostruzionismo da lei evidenziato in sede di approvazione di una delibera. Ne era seguita una querela da parte della signora e due gradi di giudizio penale. L'incauto condomino era stato condannato per ingiurie penalmente rilevanti in entrambi i giudizi. Arrivati sino alla Cassazione, c'è stato però un "colpo di scena". La Suprema Corte ha annullato le precedenti condanne non ravvisando gli etremi di un'ingiuria penalmente rilevante. I giudici della Cassazione hanno infatti ritenuto che in certi contesti caratterizzati da tensioni emotive, certe parole potenzialmente ingiuriose perdono la loro carica di offensività e non screditano più di tanto chi le riceve. La vicenda mette comunque in risalto un particolare: l'incauto condomino non doveva essersi sbagliato poi così tanto nella definizione della signora, visto che quest'ultima per quella parolina di troppo lo ha portato fin davanti alla Cassazione. [MORE]
Avv. Raffaele Basile
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