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Decadenza Berlusconi: la Giunta al Senato ha votato sì

Decadenza Berlusconi: la Giunta al Senato ha votato sì
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ROMA, 4 OTTOBRE 2013 - La Giunta per le elezioni del Senato ha votato a maggioranza per la decadenza di Silvio Berlusconi dalla sua carica parlamentare. È dunque arrivato il tanto atteso responso sulla sorte dell’ex premier a seguito della condanna definitiva per frode fiscale che lo poneva al vaglio della legge Severino.

Così, dopo una camera di consiglio durata circa sei ore, il presidente Dario Stefàno ha comunicato tale decisione chiarendo che adesso il documento verrà presentato all’aula del Senato, «entro il previsto termine di venti giorni», al quale spetterà l’ultima parola.

«Peggio del previsto – queste le parole a caldo del capogruppo Pdl al Senato, Renato Schifani, che ha aggiunto – Il copione era già stato scritto e se ne conosceva la trama ma si è andato oltre ogni limite di tollerabilità. Al verdetto politico – ha continuato Schifani – fondato sul pregiudizio e sull’odio verso Silvio Berlusconi, in palese violazione del principio della non retroattività della legge penale sancito dalla Costituzione, oggi si è aggiunto l’intollerabile comportamento di un senatore che ha infranto il patto di riserbo dell’udienza pubblica dell’organismo parlamentare e inficiato così la legittimità della decisione. Un comportamento, questo – ha aggiunto il senatore Pdl - che avrebbe dovuto imporre lo stop ai lavori, come abbiamo richiesto al presidente Grasso. Ora spetterà all'Assemblea del Senato evitare che si consumi definitivamente questo gravissimo vulnus costituzionale e regolamentare. Ci auguriamo che gli alleati di governo, Partito democratico e Scelta Civica, abbiano in quella sede un sussulto di responsabilità e respingano insieme al Pdl il pronunciamento odierno».

Le parole di Schifani si riferiscono, nella fattispecie, alla pubblicazione di un post su Facebook da parte del senatore del M5s Vito Crimi avvenuto durante la seduta pubblica della commissione. Nel messaggio, centro della polemica, il senatore Crimi si prendeva palesemente gioco del Cavaliere con parole poco ortodosse.

Sulla vicenda in mattina era intervenuto il presidente del Senato, Pietro Grasso, che aveva spiegato di non poter sospendere i lavori della giunta, così come richiesto dal senatore Schifani, ma di condannare l’atteggiamento tenuto dal senatore Crimi poiché ritenuto «inqualificabile e gravemente offensivo e che per tale ragione verrà sicuramente valutato dagli organi competenti del Senato».

Da registrare, inoltre, come durante i lavori della commissione non erano presenti in aula i legali di Silvio Berlusconi. Una scelta che testimonia come la decadenza del Cavaliere era data già per certa dagli ambienti a lui vicini in quanto, sempre secondo i suoi legali, si era alla presenza di un “giudizio imparziale”. Infatti, come fatto sapere dagli avvocati Franco Coppi e Niccolò Ghedini «molti dei componenti della Giunta delle elezioni del Senato si sono già più volte espressi per la decadenza del presidente Berlusconi. Non vi è dunque possibilità alcuna di difesa né vi è alcuna ragione pere presentarsi di fronte a un organo che ha già anticipato a mezzo stampa la propria decisione».
 

(Immagine da media.wired.it)

Giovanni Maria Elia

 

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