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I giovani in Italia: una "merce" sempre più rara

Simona Peluso
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I giovani in Italia: una "merce" sempre più rara
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Non è un paese per giovani, né tanto meno un paese di giovani: ecco il quadro che emerge dell’Italia dalle ultime analisi del Censis. Stando ai dati appena pubblicati,dal 2000 ad oggi sarebbero diminuiti di almeno 2 milioni i cittadini di età compresa tra i 15 e i 34 anni: “Una merce rara” li definisce Giuseppe Roma, direttore dell’istituto di ricerca, che all'audizione presso la Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera, ha fatto notare anche come nello stesso arco di tempo siano invece aumentati di 1 milione 896 mila unità gli italiani over-65.[MORE]

E non c’è da stare allegri nemmeno per quanto riguarda il capitolo “istruzione”. Sembrerebbe, ad esempio, che un buon 29 per cento tra i middle young (la fascia compresa tra i 25 e i 34 anni d'età) del nostro Paese non abbia ancora concluso gli studi secondari; un dato altissimo, specie se confrontato con i valori compresi tra il 14 e il 16 per cento di Francia, Regno Unito e Germania. Pochi i laureati, il 20 per cento appena, a fronte di una media europea del 33; e se i tempi della formazione scolastica si allungano, l’entrata del mondo del lavoro avviene necessariamente sempre più tardi. Così, più del 60 per cento degli italiani tra i 15 e i 24 anni dichiara di non aver ancora concluso gli studi; quel 20,5 per cento ( rispetto al 34,1% della media europea) che già lavora deve ritenersi estremamente fortunato, e chi, tra istruzione e occupazione, sceglie la terza via dell’inattività volontaria può dirsi in buona compagnia.


Pare infatti che l’11 per cento dei cittadini under 24 non studi e non lavori; un dato che dovrebbe fornire non pochi spunti di riflessione, specie se a questo record negativo si aggiunge il fatto che il 35 per cento dei cittadini tra i 24 e i 35 anni non ha ancora raggiunto l’indipendenza economica. Anche prendendo in considerazione le cifre del lavoro precario, gli italiani continuano a navigare tra le ultime posizioni della classifica per quel che riguarda l’occupazione giovanile; e i nostri laureati sembrano passarsela molto peggio rispetto ai colleghi europei.

Per invertire il senso di marcia,insomma servono misure decise. Tra le proposte avanzate dal direttore del Censis, un anticipo dei tempi della formazione, da mettere in fase con le opportunità di lavoro, un forte impulso all’imprenditoria, con provvedimenti importanti come la detassazione completamente per un triennio alle imprese di giovani con meno di 29 anni,e un incoraggiamento significativo del ricambio generazionale nelle aziende.

Simona Peluso
 


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Scritto da Simona Peluso

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