I grillini si schierano con Casa Italia: è polemica sul web
Torna alla ribalta, dopo quasi due mesi, un episodio che all’epoca dei fatti era rimasto piuttosto nell’ombra, ma che in clima di ballottaggi fa discutere e dividere il web. Il 31 marzo 2011, infatti, i due Consiglieri Comunali eletti nella “Lista civica 5 stelle - Beppe Grillo”, sarebbero usciti in segno di protesta dall’aula consiliare insieme a tutta l’opposizione di destra, di fronte al rifiuti della maggioranza di inserire nell’albo delle associazioni culturali “Casa Italia”, legata a Casa Pound Italia.
L’accaduto, se pur lontano nel tempo, torna a fare scalpore visti i dati elettorali sorprendenti ottenuti al primo turno delle elezioni amministrative dai candidati della lista del comico genovese, e la dichiarazioni dello stesso Grillo, che a chi gli chiede da che parte si schiererà nell’ormai imminente ballottaggio, risponde che “destra e sinistra sono uguali”. Un’argomentazione che non va giù agli elettori di centro sinistra, che lo accusano di disperdere i voti facendo così il gioco del Premier Berlusconi.
In questo clima infuocato si spiega quindi il caso del blog del Consigliere Claudio Vedovelli, assalito in questi ultimi giorni da commenti positivi e negativi al post che spiega la sua posizione a riguardo della protesta del 31 marzo. All’esponente del Movimento 5 stelle, che dice di ritenere rischioso e sbagliato escludere un gruppo di ragazzi che “hanno organizzato serate su temi diversi e interessanti solo perché si ritiene siano in contatto con gruppi neo o nuovi fascisti”, quando “sarebbe meglio dare la possibilità a questo gruppo di avere un riconoscimento istituzionale e seguire con attenzione la loro attività, cercando di comprendere se ci possano essere segni di apologia di fascismo”, viene ricordato con il primo commento che “si parla di fascisti, e non di ragazzi”.
Segue lunga discussione tra chi “darebbe anche la vita per le idee altrui, anche se non le condivide” e chi non transige sull’istituzionalizzazione di un gruppo di chiare tendenze nostalgiche del ventennio. Argomento spinoso, delicato (c’è chi definisce “fascista” il comportamento in sé di voler chiudere la bocca agli altri), difficile da esaurire in poche battute; innegabile segno dei tempi: persino un episodio apparentemente dimenticato e sconosciuto, quasi insignificante, può conquistare platee nazionale quando la politica divide così tanto.
Simona Peluso












Dando voce e credito alle fonti più tendenziose i media si stanno appllicando nell'esercizio del discredito del movimento grillino. Dopo la manipolazione del "Grillo busone" e le posizioni sul test antidroga dei grillini di Bologna o l'enorme assurda pressione sul balottaggio di Pisapia a Milano, adesso questi ripescano una notizia vecchia di mesi e la lanciano decontestualizzandola sapendo di avere facile presa sui sentimenti a scapito della ragione. Succede così che un ex grillino nostalgico dell'ortodossia comunista, abituato non al confronto dialettico e ad usare l'ideologia come uno strumento di studio ed interpretazione della realtà ma, appunto, a concepire l'ideologia comunista come una religione, posta una vecchia notizia su Indymedia. Da qui la diffusione della disinformazione. Il fatto del Consiglio Comunale riportato è vero ma vi sono una serie di lacune importanti, non ultima quella che non si tratta di CPI ma di CasaItalia un'associazione culturale che è soggetto giuridico autonomo ed il cui statuto e le cui attività culturali non sono state oggetto di critica. Il Comune ha cassato la domanda di inserimento nell'albo perché questi di CasaItalia sono "amici di" , "simpatizzanti per". Siamo abituati a fare cosa è giusto e non a seguire il conformismo delle maggioranze bianche, rosse o nere che siano. Il clientelismo è la moneta di scambio della casta e la discriminazione politica è il rovescio di questa medaglia. La DISCRIMINAZIONE POLITICA, è un reato ed è anticostituzionale. Chi usa l'antifascismo come strumento di consenso non fa onore alla lotta partigiana. Quando poi la discriminazione viene esercitata dalla maggioranza come si chiama? Noi la chiamo autoritarismo... Chi professa l'antifascismno ma pratica l'autoritarismo non è degno del consesso democratico. Invitiamo tutti a non cadere nelle fin troppo facili strumentalizzazioni che si presentano. Andreas Perugini M5S Bolzano