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I migliori horror? Non escono in Italia. Ecco una top 10

I migliori horror? Non escono in Italia. Ecco una top 10
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Il 2016 è stato un anno tutto sommato positivo per l’horror da sala. Per una ragione fondamentale: sono arrivati al cinema due horror già circuitati all’estero negli anni precedenti che hanno elevato la qualità complessiva di una proposta, ormai, acclaratamente incompleta – visto che i titoli più interessanti sono puntualmente mal distribuiti o semplicemente appartengono al circuito indipendente. The Witch e It Follows, già noti a tanti cinefili di genere, hanno portato aria fresca al panorama botteghinaro dell’horror, paradossalmente con due strategie opposte: il primo con un horror poco horror, tutto giocato sull’atmosfera e che non esita a scegliere l’ambientazione in costume; il secondo con un horror anche fin troppo horror, ossia un’idea tanto semplice da riuscire, in fondo, commerciale, sfruttata con ogni artificio di regia.

Per il resto, il buon Man in the dark di Fede Alvarez ben figurava, con lo spunto del cieco assalito in caso, che diventa assalitore, ma gettava al vento l’adrenalina con qualche scelta forzata nel finale. The Conjuring – Il caso Enfield segnava invece il ritorno al grande schermo della storia dei coniugi Warren, coppia di ricercatori del paranormale, gettando basi per un’ovvia prosecuzione della serie, magari con spin-off e con la benedizione – o maledizione – di James Wan.

Per vivere nel terrore, però, serve l’aldilà: l’aldilà della sala cinematografica. In questa breve compilation suggeriamo alcuni titoli non giunti al cinema in Italia, che costituiscono peraltro solo una piccola parte di una classifica potenzialmente più composita. Il cinefilo lo sa: la caccia alle streghe non può limitarsi a quel pugno di titoli distribuiti entro i confini nazionali.

10. The Invitation di Karin Kusama. Ex moglie, già riaccasatasi, invita marito e nuova compagna nell’abitazione dove tempo prima i due avevano vissuto una tragedia familiare. Un’altra tragedia è dietro l’angolo, per tutti gli invitati. Clima paranoico e svolta psicopatica.

9. Carnage Park di Mickey Keating. Due rapinatori finiscono la propria fuga nel posto sbagliato: una valle presidiata da un malato di mente con l’hobby della caccia. Classico, snello slasher ispirato ad una storia vera.

8. Hush di Mike Flanagan. Una sordomuta è presa d’assalto in casa da un uomo armato di balestra. Lo scontro è impari, e ben insanguinato. Flanagan (regista di Absentia, Somnia, Oculus) è ancora sugli scudi.

7. The eyes of my mother di Nicolas Pesce. La piccola Francisca è scossa dall’intrusione di un serial killer che uccide la madre. Anche perché il padre si vendica singolarmente. Un dramma horror in un morboso bianco e nero.

6. Green room di Jeremy Saulnier. Un gruppo punk resta invischiato sulla scena di un delitto, il camerino del locale dove hanno appena suonato. Per uscire, dovranno suonarle a tutti. Dal regista di Blue ruin, un action thriller anfetaminico dalle tinte horror.

5. The autopsy of Jane Doe di André Øvredal. Padre e figlio, entrambi coroner, sono alle prese con un’autopsia enigmatica, con complicazioni soprannaturali. Forse ingenuo nello spunto e nel finale, riesce comunque ad intrigare prima, ad appassionare poi.

4. Train to Busan di Yeon Sang-ho. Fuori concorso a Cannes. Epidemia zombie su un treno in corsa - e tutto il mondo fuori (contaminato?). Si possono fare ancora buoni zombie horror nell’era di The Walking Dead? Pare di sì, in Corea del Sud. Un horror che fila veloce come un treno: come i suoi zombie.

3. The Wailing di Na Hong-jin. Altro film sudcoreano, altro film di Cannes (selezione ufficiale): contorto come The Departed in versione sciamanica. Un padre deve curare la figlia da una sorta di possessione, ma chi sono i demoni e chi i guaritori?

2. Baskin di Can Evrenol. Gruppo di poliziotti turchi finisce in un posto di polizia dismesso. Un dettaglio: è un sadico inferno. Cruento, gore, malato, ma a dispetto di tanta fisicità, permeato da una vena onirica che lo rende soggetto a diverse inquietanti interpretazioni.

1. Under the shadow di Babak Anvari
. Possessioni e infestazioni mediorientali. Un horror iraniano capace di giocare di fino con riferimenti alla guerra e alla famiglia nella Teheran degli anni ’80. Mentre tanti horror vincono di sceneggiata, Under the shadow viene premiato per la sceneggiatura ai British Independent Film Awards.
 
 

Antonio Maiorino

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