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Josephine Hart è l’autrice de Il peccato, pubblicato nel 1992 da Feltrinelli.

Lo sfondo in cui si susseguono gli eventi è l’Inghilterra altoborghese, dove si incontrano e scontrano due figure femminili, due giovani sorellastre. Elizabeth, rimasta orfana, viene adottata dagli zii, nonché i genitori di Ruth. È proprio quest’ultima la protagonista del romanzo della Hart. Ruth bella, intelligente, ma sempre seconda, dopo Elizabeth, è l’io narrante del romanzo. Fin dalle prime pagine emerge l’essere calcolatore, freddo, e folle di Ruth nei confronti di Elizabeth “era la prima figlia di mia madre. Anche se non la primogenita. Una terribile ingiustizia, per me. I suo nome era Elizabeth Ashibridge. E io invidiavo persino quello”. Elizabeth è tutto quello che Ruth non potrà mai essere, per questo l’invidia per quella bambina così diversa da lei, abiterà sempre in Ruth. Una donna molto bella e intelligente, ma meno apprezzata.

Ruth insegue costantemente la sorellastra: dapprima le ruba i giocattoli, poi i vestiti, le scarpe, le spazzole. Perfino gli uomini di Ruth sono stati prima gli uomini di Elizabeth. Ma è forse solo la seduzione per gli uomini di Elizabeth ad essere l’unica arma per Ruth per riuscire ad emergere dal senso di inferiorità costante provato. Insomma un romanzo fatto di passioni forti che sfocerà in un duello tra le due donne: dove il bene e il male si alterneranno, così come l’amore e l’odio. Alla fine la distruzione di Elizabeth porterà alla distruzione di Ruth. Attraverso il romanzo la Hart ha voluto orchestrare personaggi e storie di vita che popolano la realtà della nostra esistenza.

“Esistono molti modi per avere un’infanzia poco felice. Uno di essi consiste nell’essere troppo fortunati. Questa consapevolezza, omaggio del tempo, si forma lentamente. Dicono che il velo dietro il quale si nasconde il nostro futuro è stato tessuto da un angelo misericordioso. Ma cos’è che ci rende ciechi davanti al nostro imprevedibile passato? Perché portiamo una benda sugli occhi mentre frughiamo tra le sue rovine, invischiati nell’intricata ragnatela della cause e degli effetti? Romanzieri delle nostre vite, raccontiamo delle storie, fabbricandoci con pezzi di altre persone, usando vivi e morti per dire la nostra. Questa è una storia: frammenti di vita. Di più vite. Soprattutto della mia. E della sua”.[MORE]

Rossana Palazzo

 


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