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Indagati 13 capogruppi per rimborsi illeciti in Regione

Elisa Signoretti
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Indagati 13 capogruppi per rimborsi illeciti in Regione
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REGGIO CALABRIA, 23 MAGGIO 2013 – Riceveranno, nel giro di poche ore, un avviso a comparire davanti ai magistrati della Procura di Reggio Calabria nell’ambito dell’inchiesta sui rimborsi illegittimi del Consiglio regionale, i capogruppo di partito, o ex tali, che hanno amministrato i bilanci di Palazzo Campanella negli anni che vanno dal 2010 al 2012. Sono tredici, infatti, a dover spiegare la loro posizione sulle spese ed i rimborsi effettuati e dovranno dunque argomentare faldoni interi di materiale a cavallo tra lecito e illecito.

Le indagine effettuate si possono dividere sostanzialmente in quattro gradi di contestazione. Poche o nulle spiegazioni riguardano il primo grado. Sono state infatti ritrovate, dagli specialisti della Guardia di finanza, una serie di spese fatte dai consiglieri e rimborsate dai gruppi aventi costi propri del ruolo “istituzionale” e che, dunque, non possono essere argomentate o spiegate. Si parla, in questo caso di multe contestate dalla polizia stradale al “Gratta e Vinci” o anche dalle scope elettriche al materiale sanitario acquistato in ferramenta. Per finire con viaggi con autobus affittato a spese dei contribuenti a tergicristalli per le auto. Per questi, ed altri casi registrati nelle informative dei finanzieri,dal punto di vista dei magistrati non vi è argomentazione che possa spiegare tali spese.

Il secondo grado di contestazioni riguarda una serie di rimborsi che trovano spiegazioni immediate, ma che in ogni caso potrebbero avvalersi di spiegazioni. Si parla di spese legate ad affitti, rate di automobili, versamenti all’Etr, viaggi, a diverse spese per gadget, vini e cene.

Sono, dunque, molte le spese che, nel corso degli interrogatori, i Capigruppo dovranno essere in grado di argomentare e dimostrare che siano state sostenute nell’ambito di attività istituzionali nella qualità di consiglieri regionali.

Il terzo grado di contestazione riguardano i soldi mancanti all’appello dai bilanci dei gruppi consiliari. Tale somma andrebbe dalle 600 mila euro al milione. Questa cifra pare sia inizialmente segnata in entrata nei bilanci dei gruppi e successivamente in uscita.

In totale l’indagine riguarda spese per diversi milioni di euro. Nei mesi scorsi erano stati sequestrati, dai finanzieri reggini, tutti i bilanci relativi agli anni 2010, 2011 e 2012 riguardanti migliaia di fatture, scontrini, report più o meno chiari. Questi scontrini andavano dai 70 centesimi per il singolo caffé a panini spesi in autogrill o riferiti a cene a base di pesce e vini pregiati per decine di migliaia di euro. Vi sono inoltre spese in riferimento alla colazione offerta al bar o ancor di più ai costosi fine settimana per due in località turistiche dell’Umbria e della Toscana, dall’affitto di berline all’estero alle spese in profumeria o dal fioraio. [MORE]
 


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Scritto da Elisa Signoretti

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