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Indagine firme M5S a Palermo: "non solo copiate ma false". PD: "Grillopoli"

Indagine firme M5S a Palermo: \
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PALERMO, 20 Novembre – Si infittisce l'indagine delle firme Cinque Stelle false a Palermo per le comunali 2012. Secondo le ultime dichiarazioni, diversi nominativi, ed anagrafiche ad essi annesse, sarebbero stati falsificati ed inseriti negli elenchi per le liste comunali. Queste informazioni sarebbero state tratte dagli elenchi per il referendum sulla privatizzazione del servizio idrico e non la costituzione delle liste per le amministrative. I banchetti del 2011, contro le firme contraffatte del 2012.

Sarebbero stati inclusi nelle indagini altri nomi di esponenti dei Cinque Stelle, assieme alla deputata La Rocca, la quale si era già autosospesa dal Movimento. Giorgio Ciaccio, deputato regionale M5S, si è autosospeso dal Movimento, mentre attendono l'avviso di garanzia i due deputati nazionali indagati Riccardo Nuti e Claudia Mannino.

Le testimonianze di un avvocato e di un commercialista sarebbero alla base di queste nuove incriminanti informazioni. “Quelle firme sono palesemente false, non sono nostre” hanno dichiarato. Le loro firme, infatti, erano state inserite negli elenchi del referendum sull'acqua privata, ma sono stati ritrovati anche in quelli del 2012, fatto che, entrambi i testimoni, non ricordano assolutamente “ Non ricordo di avere firmato per le liste elettorali ma ricordo con certezza di avere firmato per il quesito sull’acqua pubblica”

Si muovono, dunque, su questa nuova linea di indagine i magistrati di Palermo e non è escluso che altri sviluppi di questo genere possano presentarsi nei prossimi giorni. Non solo La Rocca, ma anche altri due attivisti hanno parlato ai magistrati riguardo i fatti accaduti in Via Sampolo.

Il Partito Democratico è partito immediatamente in contrattacco. Il senatore PD Francesco Scalia ha dichiarato sull'inchiesta: "La firmopoli siciliana si allarga di giorno in giorno e fa emergere contorni di una gravità sempre più evidente. Ma i vertici del Movimento 5 stelle continuano a sminuire. Di fronte alle nuove ammissioni degli attivisti siciliani, che ammettono le responsabilità sul metodo illegale di raccolta firme, false, copiate o clonate che siano, i vertici pentastellati, che sapevano e hanno taciuto non possono più balbettare. Hanno il dovere di fare chiarezza. Attendiamo fiduciosi. Ma non troppo".

Si aggiunge a Scalia la dichiarazione di Stefano Esposito, altro senatore dem: "Dopo le firme copiate spuntano quelle clonate, spostate pari pari dalle liste di chi aveva firmato per il referendum sull'acqua in Sicilia e finite sotto le candidature a Cinquestelle. I vertici pentastellati, che sapevano e hanno taciuto invece di assumersi le loro responsabilità, continuano a tergiversare e dal tour siciliano per la campagna del no fanno saltare la tappa di Palermo".

Silvia Fregolent, vicecapogruppo della Camera PD, fa eco ai suoi colleghi senatori: "Ormai quella delle firme false a Palermo è diventata una vera e propria Grillopoli. Oggi Di Maio e Di Battista, Grillo e Davide Casaleggio continueranno a sminuire e a girarsi dall'altra parte o proveranno a fare chiarezza sulle nuove allarmanti denunce. La vicenda può essere ancora più grave rispetto a quanto già emerso. Se fosse vero che hanno clonato firme siglate per altri motivi, l'imbroglio sarebbe ancora più serio".

I pentastellati sono, ovviamente, sulla difensiva e cercano di limitare i danni promettendo tolleranza zero contro i possibili colpevoli. Il deputato ed autorevole voce del Movimento Alessandro Di Battista, durante un comizio a Piazza Cairoli, Messina, commenta così la situazione: "Non facciamo sconti a nessuno, valutiamo chi sono gli indagati e chiederemo loro di auto sospendersi. Pensate comunque se tutti avessero i comportamenti del Movimento 5 stelle di fronte alle inchieste di mafia, non di fronte ad inchieste su delle firme ricopiate. Nonostante ciò, se è tutto vero, è stato un errore grande e grossolano per delle elezioni dove comunque nessuno del movimento è stato eletto. Applicheremo la fermezza e chiederemo loro di sospendersi"

Leonardo Cristiano

immagine da: palermo.repubblica.it

Leonardo Cristiano

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