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Intervista a Fabrizio Buompastore, nel cast di Non si ruba a casa dei ladri, 3 novembre al cinema

Intervista a Fabrizio Buompastore, nel cast di Non si ruba a casa dei ladri, 3 novembre al cinema
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Uno dei film più divertenti firmato da Carlo Vanzina. Non si ruba a casa dei ladri vede nel cast Fabrizio Buompastore, al fianco di Salemme, Ghini, Mattioli, la Arcuri e la Rocca, ed è uno dei personaggi cruciali delle rocambolesche vicende del film nel ruolo di un onorevole. Barese, Buompastore si divide fra teatro, tv e cinema.

Come sei stato scelto per questo nuovo film di Carlo Vanzina? 
Ero nella mia amata Puglia per motivi familiari, non potevo muovermi e mi arrivò la telefonata della mia agente. Così feci un video-provino che si trasformò in un incontro con Carlo. Ricordo che quando arrivai nel suo studio, mi accolse una segretaria ed avevo la testa altrove, e   invece di dirle "sono Fabrizio Buompastore e sono qui per il ruolo dell’onorevole", le dissi "sono l’onorevole".   Non avevo mai lavorato con Carlo Vanzina, quindi non lo conoscevo e non ci eravamo neanche mai incrociati. La sensazione che hai appena ci parli, però è che lui conosce tutto di te ed in parte è vero, Vanzina ama quello che fa e ama gli attori, li conosce tutti. Insomma, è un grande professionista e sa esattamente cosa vuole e a te non resta che farlo esattamente come lo vuole lui. Credo che sia uno degli ultimi registi che lavora così.


 
Com'è andata sul set con un cast così variegato e divertente? 
Benissimo, devo dire che far ridere è una cosa molto seria e tutto il cast ha dato il 100%. È stata una bellissima esperienza, ne farei 100 di film con i Vanzina, riescono a creare un gruppo unito di lavoro. Con tutto il cast ci siamo trovati bene quasi da subito, considera che io ho iniziato la lavorazione del film alla fine della seconda settimana di riprese e devo dirti che sono stati tutti molto carini con me e li ringrazio tutti  


Quali esperienze hanno segnato positivamente la tua carriera?
Una su tutte un pò di anni fa, ho girato un film in Serbia e si chiamava Honeymoon. Per quel film abbiamo ricevuto un premio durante la giornata degli autori al Festival di Venezia, chi mi dirigeva era Goran Paskalievichk e in quel film interpretavo un cattivissimo poliziotto italiano di frontiera che odiava tutta la razza Albanese. Ricordo che avevo un problema con una scena. Nello specifico arrivava una Nave stracolma di Albanesi ed io avevo un lunghissimo primo piano. Era la presentazione del mio personaggio. Andai da Goran e gli chiesi “maestro non so cosa fare come reggere questo lunghissimo primo piano e cosa esprimere“, e lui sorridendo mi disse “io non lo so,  il mio ruolo è quello di cogliere con la macchina da presa quello che tu mi trasmetti ed  il tuo è quello di trasmettermi qualcosa“. Quello è stato uno dei più grandi insegnamenti mai ricevuti. 

Quando hai deciso di diventare un Attore?
Lo ricordo benissimo, è accaduto quando ho visto recitare Diego Abbatantuono e Carlo delle Piane in Regalo di Natale di Pupi Avati e ricordo che ho pensato “come si fa a fare quello che fanno loro? voglio fare questo” . A distanza di anni, quando ho iniziato a studiare recitazione ho capito quanto fosse difficile essere così naturali e avere quel tipo di recitazione.  Da allora io e Pupi Avati ci siamo sempre sfiorati ma per un motivo o per un altro non abbiamo mai lavorato assieme …Credo che sia una specie di maledizione ed è come se qualcuno abbia deciso e detto “ok puoi fare questo mestiere che ti ha fatto scoprire Pupi ma non potrai mai lavorarci” 


Un sogno nel cassetto da realizzare?
Credo di Averti risposto ma comunque più in generale amo questo mestiere e quindi il mio sogno nel cassetto riaffiora ogni qual volta finisco un lavoro, chiudo un personaggio. Così il sogno è avere la possibilità di farne un’altro e ancora un altro e un altro ancora e così via all’infinito. 


Chi è Fabrizio Buompastore Fuori dal set? Descriviti nella vita di tutti i giorni ….
Sono un curioso, uno che ama le moto, le macchine, lo sport. Amo gli animali, ho un cagnone di 65 kg, un cane corso col quale faccio lunghissime passeggiate in riva al mare. Ed il mare è un elemento fondamentale per me, mi rilassa e mi fa riflettere. Amo soprattutto la conoscenza ed osservare le persone, scoprire nuove cose, imparare dagli altri.  Sono un affamato di vita in tutte le sue forme ed è una cosa che viene da molto lontano. Credo che tutto questo me lo ha trasmesso mio nonno, che era uno di quegli uomini di altri tempi che sapeva fare tutto. Se qualcosa si rompeva lui sapeva come aggiustarla e se avevi qualche dubbio, lui aveva la risposta. Adesso, credo che la mia voglia di vita venga da un senso di ammirazione nei suoi confronti. Per essere più chiari ti racconto questo piccolo aneddoto.

Ricordo che al termine del percorso di studi di recitazione ebbi la possibilità di iniziare subito a recitare in una piccola compagnia romana. Quindi praticamente finivo un percorso di studi e ne iniziavo uno lavorativo. Stetti male per una settimana, avevo un senso di vuoto e non capivo come mai. Era strano, neanche finivo di studiare e già avrei lavorato eppure ero insoddisfatto.  Avevo ad un tratto capito che un attore ha bisogno di vivere una vera vita per restituire delle sensazioni e delle emozioni, così decisi di trasferirmi un anno in Africa, dove mi è accaduto di tutto e quel turbinio di esperienze di vita vera è un bagaglio inestimabile, semplicemente vita!

 Filippo Coppoletta

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Filippo Coppoletta

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