BE’ER SHEVA, 20 MAGGIO 2013 - Tragico avvenimento con risvolti ancor più crudeli e spietati in una cittadina del sud di Israele, la più grande del deserto del Neghev. È accaduto questa mattina, una banda di rapinatori è entrata nella banca Hapoalim di Be’er Sheva e minacciato funzionari e clienti in loco.
Se ci fosse stato solo l’atto intimidatorio per accaparrarsi quanto più denaro, tutta la vicenda si sarebbe chiusa con gran spavento ma l’incolumità fisica dei presenti salva. Invece oltre il voler andare contro la legge, vi è stato un raptus inspiegabile e privo di raziocinio.[MORE]
Gli ostaggi prima sono stati sequestrati per fare pressioni sulla polizia, ma qualcosa deve essere andato per il verso sbagliato, poiché uno dei malviventi ha ucciso sotto l’occhio vigile degli altri “colleghi” quattro degli ostaggi, tra cui una donna incinta. Un’esecuzione istantanea, una dopo l’altra, a bruciapelo alla nuca.
Una sorta di “via di fuga”, dato che nel contempo l’edificio finanziario era stato circondato dalle forze dell’ordine e di lì ne era nato un conflitto a fuoco. Dopo l’ultima vittima innocente, il delinquente, un quarantenne ebreo, originario proprio dell’omonimo luogo, si è suicidato.
Dalle prime ricostruzioni della polizia israeliana si escluderebbe sia un attentato terroristico che la pista rapina, poichè come ha dichiarato Yohanan Danino, capo della polizia: «L'uomo a quanto pare è venuto qua per aprire il fuoco». Quindi trattasi di un gesto folle e premeditato.
(foto: www.tg1.rai.it)
Rosalba Capasso
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