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L'integrazione degli emigrati meridionali nel Nord Italia negli anni 90

L\'integrazione degli emigrati meridionali nel Nord Italia negli anni 90
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LAMEZIA TERME (CZ), 08 GENNAIO - La disparità tra il Nord e il Sud è il tema fondante della pièce “ Casa di frontiera” di Gianfelice Imparato, inserita nel quarto appuntamento della rassegna teatrale “ Vacantiandu” e organizzata dall’associazione teatrale “I Vacantusi” di Lamezia Terme, diretta da Nicola Morelli, Walter Vasta e Sasà.



La brillante commedia in due atti, in replica nei vari teatri d’Italia per ben 230 volte, sebbene scritta nel 1993, tuttavia si presenta in tutta la sua dirompente attualità per i problemi sociali particolarmente spinosi intorno alle resistenze delle distanze, soprattutto mentali, tra il Nord e il Sud tuttora esistenti. In entrambe le serate la rappresentazione, messa in scena al teatro “ Franco Costabile” di Lamezia Terme dalla compagnia napoletana “Gli ignoti”, è stata seguita da una moltitudine di spettatori ,specie nella prima serata, nonostante la rigida temperatura che in questi giorni sta interessando tutta Italia. Una travolgente comicità, dai toni amari e pungenti, ha accompagnato il racconto delle vicende di due napoletani, Gennaro Strummolo e sua sorella Addolorata ( Dolores), che vivono in una delle riserve, al confine col territorio padano, destinate dalla Lega Nord ai meridionali perché , secondo il professore Miglio, ispiratore dei valori della Lega Nord, «inquinavano le sacre terre padane e la loro cultura».

Pertanto i meridionali, che aspiravano ad integrarsi diventando cittadini del Nord, dovevano studiare con un’assistente sociale per superare un esame di ammissione a dimostrazione del rigetto delle tradizioni e del dialetto del Sud e abbracciare così interamente lo spirito nordico e venerare l’acqua benedetta del Po. Gennaro, ossessionato dall’idea di diventare un cittadino nordico, cerca di seguire alla lettera le disposizioni della Lega del Nord modificando persino il cognome da Strummolo a Strum, e indossando una ridicola parrucca in modo da sembrare un tedesco e vantare origini nord-europee, senza modificare il codice fiscale. Il suo sogno però viene ostacolato dalla presenza a casa sua di Ciro, che continua a mantenere vivi i comportamenti da sudista, manifestando la volontà di tornare a Napoli con la fidanzata Dolores nelle vesti di albanesi per evitare di essere considerati dei traditori del Sud.

Anche Dolores, da parte sua, non intende rettificare i suoi comportamenti napoletani e continua a comportarsi come se vivesse nel Sud. In tale contesto si impone, complicando la situazione, la enigmatica Olga, assistente sociale rigida e severa che ha il compito di preparare la famiglia Strummolo al difficile esame di ammissione al Nord, ma finisce per sciogliersi davanti all’atteggiamento genuino, irruento e molto meridionale di Ciro per poi innamorarsi di Gennaro accettando e assimilando tutto ciò che è meridionale. Cosi la pièce, che sembrava nata per prospettare un futuro in cui le terre padane avrebbero assoggettato i sudisti ignoranti, ghettizzando in una riserva gli immigrati del Sud, dipanandosi tra equivoci e risate, si conclude felicemente accolta da unanimi consensi.
Sul palco del Politeama sono saliti: Mariella Avellone, Marino Gennarelli, Guglielmo Marino e Patrizia Pozzi.
Lina Latelli Nucifero

 

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