LONDRA - Finita l’estate si riparte con nuovi progetti e buoni propositi, intenzioni che investono l’individualità di ciascuno ma applicabili e riproducibili anche in grande scala da società, compagnie e, soprattutto dalla televisione.
L’autunno sancisce l’inizio della nuova programmazione televisiva annuale, il cosiddetto palinsesto che si fa contenitore di novità o di anticaglie o di un frullato di entrambe. Immancabili poi i reality show, alcuni dei quali fanno discutere ancor prima di andare in onda.
E’ il caso di “Beauty and the Best”, uno show che seguirà la vita di sei coppie di concorrenti composte da una persona esteticamente attraente e un’altra dal volto sfigurato, prossimamente in onda sul canale britannico Channel 4.
Le sei coppie verranno rinchiuse in una casa piena di specchi e fuori i partener dovranno confrontarsi con dei perfetti sconosciuti facendo emergere dinamiche relazionali tese a illuminare lo spettatore stimolando in esso una riflessione sul valore dell’aspetto esteriore nella società contemporanea.
Questo almeno è l’intento degli autori del programma.[MORE]
I critici televisivi inglesi si sono già espressi manifestando il proprio scetticismo a seguito della presentazione del programma bollandolo come uno show che tratta la diversità come una forma di spettacolo da circo.
Ma la formula del reality ha un successo ininterrotto e affascina il pubblico proprio perché avvezza a forme di esasperazione del genere umano e, al di là delle auspicate meditazioni esistenziali che gli autori bramerebbero suscitare nello spettatore (che in ogni caso lascerebbero il tempo che trovano), il reality è e resta solo una valvola di sfogo dal retrogusto voyeuristico, insito e condiviso dal genere umano stesso.
Sarà un reality di sucCesso, come tutti gli altri, del resto.
Il cattivo gusto ha qualcosa di irresistibile.
Inspiegabile.
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