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"Ladri di bambini", ovvero quando è lo Stato a fare la differenza nell'applicazione della legge

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ROMA, 15 AGOSTO 2013 -  Il ladro di bambini è un bel film del 1992 diretto da Gianni Amelio. Nella pellicola, interamente ambientata in Italia con protagonisti italiani, vengono rappresentate tutte le contraddizioni una società che deruba i bambini della propria infanzia,senza riuscire a salvaguardare i diritti ed i doveri di genitori e figli. Oltre venti anni dopo,  la locandina del film ben ritorna alla mente dopo aver letto il comunicato stampa che annuncia in questi giorni l’avvenuta costituzione, presso la Città dell’Altra Economia di Roma, di un’associazione a tutela dei genitori e dei bambini italiani trattenuti in Slovacchia.

Il contesto e le problematiche che hanno ispirato la costituzione dell’associazione sono certamente diversi da quelli del film di Amelio, certo. Vent’anni fa in Italia il fenomeno delle coppie “miste”, con genitori di nazionalità diverse, era ancora ai primordi. Ora non più, e società, diritto e politica stanno cercando di reggere il passo all’evoluzione di un trend che ha visto brusche accelerazioni in pochi decenni. Ma le accelerazioni richiedono un adeguato impianto frenante, per evitare collisioni non desiderate. Non sempre ciò si verifica.

Le statistiche dicono che molti sono i minori sottratti o comunque occultati da un genitore non italiano a scapito di un padre o di una madre italiani. Molti sono però anche i casi in cui si è riuscito giudizialmente, in tempi accettabili, a risolvere in maniera serena o quanto meno decorosa questo tipo di controversia internazionale. Non sembra che tale lieto fine sia ricorrente quando l’esecuzione dei provvedimenti giudiziari riguardi la Slovacchia. In ambito UE, la Slovacchia ha fatto registrare nel 2012 il maggior numero di sottrazioni internazionali di minori italiani, cioè il 15% del totale. Si tratta di genitori di nazionalità slovacca che hanno sottratto i figli nati dall’unione con un italiano, trasferendoli poi illegittimamente dall’Italia al loro paese di origine.

Ad inizio agosto è nata dunque l’associazione per la tutela dei diritti dei bambini italiani sottratti, trasferiti e trattenuti illegalmente in Slovacchia. Essa unisce chi - in un modo o nell’altro - sia o sia stato suo malgrado “protagonista” di una vicenda di privazione dell’affetto di un figlio da parte di un cittadino o cittadina slovacchi. I fondatori dell’associazione denunciano che per il “rimpatrio immediato” dei minori, occorrono sovente anni di defatiganti iter processuali, persino per la semplice esecuzione di sentenze definitive. Diffondere il più possibile la conoscenza del fenomeno della sottrazione internazionale dei minori, elaborare linee guida per la tutela degli interessi e dei diritti dei bambini e definire chiare modalità di esecuzione delle sentenze di rimpatrio. Questi sono alcuni degli obiettivi che si propone la neonata associazione.

Liberato Volpe, vicepresidente dell’associazione, evidenzia sconsolato come “la Slovacchia non garantisce nemmeno la possibilità, per il minore, di avere incontri periodici con il genitore italiano arrecando così ulteriore danno al bambino/a”, influendo negativamente sullo sviluppo psichico e sulla personalità dei bambini sottratti al proprio Paese”. Ovviamente, Volpe non è il solo associato ad essere afflitto dalla problematica. A Marco di Marco, segretario generale dell’associazione, l’ex moglie ha sottratto il loro bambino portandolo in Slovacchia, nonostante il divieto di espatrio dal territorio italiano disposto preventivamente dalle autorità competenti. Da allora, non è più riuscito a vedere suo figlio. Stessa sorte è toccata a Salvatore Basile, presidente dell’associazione, che fa rilevare che “la strada da percorrere per il bene dei nostri figli e per evitare che altri debbano vivere in futuro le nostre stesse sofferenze, sarà lunga, faticosa ma necessaria”.

I promotori dell’associazione si sono subito resi operativi e hanno lanciato un appello a tutta la società civile perché venga firmata la petizione promossa attraverso il sito-comunità per le lotte civili “Avaaz”..

Per informazioni e contatti: Associazione per la tutela dei diritti dei bambini italiani sottratti, trasferiti e trattenuti illegalmente in Slovacchia – Sito internet: www.sottrazionislovakia.it – E-mail: info@sottrazionislovakia.it.

Raffaele Basile

 

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