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Lavoro: tre suicidi in un giorno

Serena Casu
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Lavoro: tre suicidi in un giorno
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SALERNO, 9 MAGGIO 2012 – Generoso Armenante, Angelo Coppola, Luigi Fenzi. Sono, in ordine di tempo, gli ultimi casi di suicidi per motivi legati alla crisi economica. Disoccupati del salernitano i primi due, imprenditore del varesotto il terzo, si sono tolti la vita nella giornata di ieri. In tutti e tre i casi gli uomini hanno lasciato un biglietto nel quale evidenziavano il legame tra la loro decisione e gli effetti della crisi economica: mancanza di lavoro e debiti.

Generoso Armenante, 48 anni, disoccupato. Si è impiccato in un capannone nel salernitano. Da circa un anno e mezzo aveva perso il suo lavoro di custode in un'azienda e entro pochi mesi avrebbe dovuto lasciare l'alloggio all'interno dell'azienda per la quale lavorava, dove ancora viveva con la sua famiglia. «Chiedo perdono a tutti... Visto che sono un fallito ho deciso di farla finita. Senza lavoro non posso vivere». È il testo del biglietto che ha lasciato a moglie e figli prima di uscire di casa per andare a togliersi la vita. A ritrovare il corpo nel capannone è stata la figlia diciannovenne.[MORE]

Angelo Coppola, 62 anni, disoccupato. Si è sparato una fucilata nel petto in casa sua, a San Valentino del Torio, nel salernitano. «Senza lavoro non si può vivere», ha scritto prima di uccidersi su un biglietto. Operaio edile disoccupato da dicembre, quando la ditta per la quale lavorava, in crisi a causa della mancanza di commesse, lo ha licenziato. Il suo corpo è stato ritrovato dai familiari rientrati in casa.

Luigi Fenzi, 60 anni, imprenditore di Saronno, provincia di Varese, titolare di un'azienda in crisi. Si è impiccato in un bosco di Cesate, a pochi chilometri da casa. Uscito di casa, Fenzi è andato nel bosco, ha chiamato i carabinieri avvisandoli di aver trovato un suicida e si è ucciso. Una volta trovato il corpo, i carabinieri hanno appurato che la chiamata era arrivata proprio dal telefono di Fenzi. Nel biglietto che ha lasciato denunciava di non riuscire più a far fronte ai debiti accumulati per la la grave situazione di crisi della sua azienda.

Serena Casu


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Scritto da Serena Casu

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