Cerca

Letta: «Priorità del governo è ridurre le tasse sul lavoro»

Giovanni Maria Elia
Condividi:
Letta: «Priorità del governo è ridurre le tasse sul lavoro»
Notizia in evidenza
Occhio alla notizia
Tempo di lettura: ~4 min

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

TRENTO, 1 GIUGNO 2013 - Dal Festival dell’Economia di Trento il premier Enrico Letta illustra e rilancia l’agenda che il suo esecutivo di governo deve necessariamente affrontare e portare a compimento. Un intervento, quello del presidente del Consiglio, a tuttotondo a partire dalla crisi occupazionale, per passare dalle future prospettive europee fino alle necessarie riforme costituzionali.[MORE]

Di certo, è la crisi occupazionale che travolge il Paese, con dati sempre più preoccupanti, ad imporre al governo una sola priorità, come spiega d'altronde lo stesso premier: «la priorità è abbassare la disoccupazione e far costare meno il lavoro nel nostro paese per dare occupazione a più persone». Obiettivo importante e irrimandabile che deve essere realizzato in maniera oculata e senza commettere gli errori fatti in passato: «faremo le scelte giuste, mantenendo gli impegni, rimarcando che non ci si può più indebitare e ricordando che l’Italia spende il 5% del suo pil per pagare i debiti del passato».

Un impegno da condurre per salvaguardare e migliorare l’attanagliante crisi che travolge i giovani italiani: «bisogna far scendere la disoccupazione giovanile sotto la soglia del 30 %, perché il 38% è inaccettabile. Se avessi la bacchetta magica per fare una cosa – continua il premier – sarebbe far calare il drammatico dato sulla disoccupazione giovanile. Se facciamo questo c’è speranza per il futuro e fa sì che anche le famiglie ritrovino fiducia».

Tuttavia ogni politica nazionale, secondo il presidente del Consiglio, deve poter confidare nella collaborazione e nella fiducia dell’Unione Europea: «ho intenzione di andare al vertice del 27-28 giugno dell’Unione Europea, dopo aver già ottenuto che si occupi del tema della disoccupazione giovanile, dicendo che ci devono essere misure concrete, applicabili già dai prossimi mesi, con soldi europei in più e ogni paese libero di fare le sue scelte». Un’Europa che, a parere del premier, si ritrova anch’essa in una fase delicata e cruciale che ha tra l’altro una scadenza ben precisa: «vedo fondamentale la scadenza delle elezioni europee dell’anno prossimo, che saranno le più importanti della storia. Se non facciamo – ha spiegato ancora Letta – la svolta, avremo il Parlamento europeo più antieuropeo della storia. O l’Europa diventa in 18-24 mesi quello strumento di democrazia della globalizzazione, di sovranità condivisa, oppure non la tocchiamo più e resta in mano ad altri».

Ritornando alle dinamiche nazionali il presidente del Consiglio si è soffermato anche sulle riforme costituzionali da dover affrontare ed ha ancora ben in mente le difficoltà riscontrate per l’elezione dell’ultimo Presidente della Repubblica: «non sta a me – afferma il premier – decidere quale modello costituzionale dovrà avere l’Italia se presidenzialista o meno. Dico solo che la settimana dell’elezione dell’ultimo capo dello Stato è stata drammatica, non potremo più eleggere il presidente della Repubblica con quella modalità».
Nel suo intervento trentino il premier non manca, inoltre, di affrontare un’analisi sull’attuale situazione politica facendo anche riferimento alle ultime elezioni amministrative: «mi preoccupa quello che è successo a Roma domenica scorsa, perché ha votato solo 1 cittadino su 2, questo dà l’idea di disperazione finale, che non c’è più fiducia nella politica».

Una sfiducia che secondo Letta è stata ben cavalcata nelle ultime elezioni politiche dal M5S: «non è mai successo in nessun grande Paese europeo nella storia che un partito alla sua prima presenza abbia preso il 25% dei voti su un programma, quello del M5S. Quel voto – spiega il premier – è stata la richiesta di un disperato bisogno di politica». Ecco perché secondo il presidente del Consiglio questo governo ha la responsabilità di portare a termine le numerose istanze di rinnovamento necessarie: «il nostro Paese deve cambiare istituzioni che non funzionano: come il bicameralismo perfetto, ma con due leggi elettorali diverse. Abbiamo bisogno di una Camera che dia la fiducia del governo e di un’altra cha abbia funzioni di controllo. Dobbiamo dimezzare il numero dei parlamentari. Il tema del bilancio deve avere la partecipazione del Parlamento. Inoltre – continua – la legge elettorale deve cambiare».

Infine sul suo esecutivo di governo Letta spiega che: «è un fatto eccezionale che non si ripeterà. I parlamentari non devono essere scelti dalle segreterie di partito. Io penso che i 18 mesi che ci siamo dati siano il tempo giusto per completare questo iter».

(Immagine da ilsole24ore.com)

Giovanni Maria Elia


Vuoi restare sempre aggiornato con le notizie più importanti?

Iscriviti ai nostri canali ufficiali:

Riceverai in tempo reale tutti gli aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Scritto da Giovanni Maria Elia

Leggi altri articoli

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.