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M5S, inchiesta presunte firme irregolari: 4 indagati anche a Bologna

M5S, inchiesta presunte firme irregolari: 4 indagati anche a Bologna
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BOLOGNA, 23 NOVEMBRE – Si allarga l’inchiesta sulle presunte irregolarità nella raccolta firme a sostegno del Movimento 5 Stelle. Dopo i 10 avvisi di garanzia a Palermo per le firme false per la presentazione delle liste dei Cinque stelle alle comunali del 2012, anche a Bologna quattro persone risultano iscritte nel registro degli indagati. Il reato ipotizzato è la violazione della legge elettorale in occasione delle Regionali del 2014 in Emilia Romagna. Tra gli indagati ci sarebbero un attivista, due addetti alla raccolta delle firme e anche Marco Piazza, vicepresidente del Consiglio comunale. 

Come accaduto a Palermo, anche gli indagati di Bologna dovranno autosospendersi dal Movimento in attesa che venga fatta chiarezza sulla vicenda.

Il procuratore capo Giuseppe Amato ha spiegato ad AdnKronos che «il reato ipotizzato si riferisce all'articolo 90 del Dpr 570/1960», ossia il testo unico delle leggi per la composizione e l’elezione degli organi delle amministrazioni comunali.

In particolare, l’inchiesta verte su quattro episodi irregolari denunciati nel 2014. Il primo è quello della raccolta firme avvenuta nel corso di 'Italia a 5 Stelle', che ebbe luogo al Circo Massimo a Roma il 10, 11 e 12 ottobre 2014. Secondo chi ha presentato l'esposto, in quell’occasione, in alcuni banchetti allestiti dagli attivisti grillini dell'Emilia Romagna, vennero raccolte firme irregolari per le candidature delle regionali, in quanto raccolte al di fuori del territorio di riferimento.

Gli altri episodi farebbero invece riferimento all'assenza del pubblico ufficiale che ha il compito di certificare la veridicità e l'autenticità delle sottoscrizioni. Ciò sarebbe accaduto in due occasioni: a Bologna (nel circolo Mazzini e durante il 'Firma Day'), e durante una raccolta firme a Vergato.

Nel fascicolo del pm Michela Guidi, che ha coordinato le indagini dei Carabinieri di Vergato, si contesta appunto di aver autenticato firme non apposte in presenza dei certificatori oppure in luogo diverso rispetto al requisito di territorialità o in mancanza della qualità del pubblico ufficiale. Durante le raccolte firma a Bologna, i due certificatori erano Massimo Bugani e il suo collega in Comune, Marco Piazza.

[foto: gazzettadimodena.gelocal.it]

Antonella Sica

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