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Mondiali di calcio femminile: un modo diverso di giocare a pallone

04/07/2011, 00:06 a cura di Antonio Mileo 7 commenti Visualizza commenti stampa Versione stampabile
Responsabile Categoria: Antonella Bova
Mondiali di calcio femminile: un modo diverso di giocare a pallone Mondiali di calcio femminile: un modo diverso di giocare a pallone

NAPOLI, 4 luglio 2011 – La sesta edizione dei Campionati Mondiali di calcio femminile sta entrando nel pieno della manifestazione e sta accendendo l’interesse degli appassionati: ai quarti si sono già qualificate sei Nazionali.


La Germania, padrone di casa, ha rispettato i pronostici e ha superato, insieme con la Francia, l’ostacolo del gruppo A. Ai quarti sono approdate finora anche Giappone, Svezia e – naturalmente – USA e Brasile, compagini tra le più accreditate per la raggiungere la vittoria finale. Le padrone di casa se la dovranno infatti vedere, secondo i bookmakers, proprio con le sudamericane e le statunitensi per conquistare l’ambito traguardo e guadagnarsi il successo.
La Coppa del Mondo ha, ad ogni modo, già oggi un vincitore: è l’intero universo femminile del Pallone, che sta vivendo inosservato da noi Italiani nel tempo come un universo parallelo. Dalle organizzatrici alle tifose, passando naturalmente per le giocatrici, il calcio femminile si è già contraddistinto per la sua bontà. Sebbene meno tecnico e tattico, ma certamente anche meno selvaggio e più “silenzioso” di quello maschile, non per questo meno avvincente, il calcio sembra così tornare a essere uno Sport.
In questa cornice di pubblico e stadi straordinaria, assolutamente superiore alla media italiana del parallelo universo maschile, gareggiano ancora per superare i rispettivi gironi l’Inghilterra, l’Australia, la Norvegia (pesantemente sconfitta oggi dalle forti brasiliane) e Messico.
Non c’è l’Italia nella cartina geografica dei Mondiali in Germania. Suona, questa, come una nota triste e malinconica alle orecchie degli appassionati di calcio, degli sportivi in generale e anche di chiunque, proveniente dall’interno dei nostri confini, allunghi lo sguardo a osservare che cosa accade in terra tedesca. Senza voler esagerare, smarrendosi in sterili idealizzazioni, il campionato mondiale di calcio femminile che si sta svolgendo in questi giorni (la finale avrà luogo a Francofore il 17 luglio) sembra la versione pulita e genuina di quello praticato dai colleghi maschi: stadi quasi pieni ma con tifo composto, gioco grintoso ma non scorretto, molti goal e poche proteste, carta geografica del Pallone ridisegnata e tratti somatici “nuovi” si affacciano sui campi di questa Coppa. Sono, d’altronde, le donne le protagoniste di questo spettacolo: il calcio, con loro, sembra davvero un gioco.
Non c’è l’Italia, dunque, in questo Sport, in questa riproduzione del “calcio delle origini” che si sta giocando in Germania, terra che – pure – ha regalato tanti bei tasselli di memoria ai colleghi maschi. Che l’Italia non prenda parte alla manifestazione giocata è sicuramente dovuto al basso livello del nostro calcio femminile e questo va di pari passo con la scarsa attenzione che il nostro Paese dà a questa versione diversa dello sport più amato dagli Italiani. Non siamo protagonisti, pertanto, di un paradosso ma di un dispiacere facilmente spiegabile. L’assenza totale dell’Italia dalla coppa si misura anche con la mancanza assoluta delle nostre radio e televisioni (pochissimi accenni, non una partita trasmessa): in questo bel mondo l’Italia non vuole proprio esserci e con esso l’Italia non vuole avere niente che fare. Un’occasione persa per una “rinascita” sportiva. (Antonio Mileo)

(foto dalla rete)

7 commenti »

  • A. M. ha scritto:

    Comunque mi fa piacere constatare che l'articolo sul calcio femminile ha avuto più commenti rispetto a quello sul calcio maschile.

  • A. M. ha scritto:

    Caro Pietro, sarebbe molto bello avere altre informazioni, altri ricordi della tua testimonianza! Se vuoi scrivimi a go_back18@hotmail.com e magari ne esce un articolo speciale: è opportuno far sapere il più possibile che c'è anche un altro modo di vivere lo sport

  • A. M ha scritto:

    Caro Massimo, sono stato in Finlandia per motivi sportivi e posso confermare quanto dici!

  • pietro ha scritto:

    Ho vissuto dall'interno questi mondiali(faccio parte dello staff di una Nazionale che partecipa a questi campionati del mondo) riscoprendo veramente la bellezza di uno sport che ancora puo'essere fatto di passione,fatica,tecnica,determinazione.Ho visto 75.000 persone fare tifo per la propria squadra e non contro l'avversario;forse questo troppo bello da trasmettere in un Italia isterica che qualcosa potrebbe imparare. Grazie ragazze.

  • Massimo ha scritto:

    Ho vissuto 7 anni in Germania, da un anno vivo in Svezia. In questi paesi il calcio femminile è una cosa normalissima, quasi (quasi!) quaanto quello maschile. La vera questione è che il ruolo delle donne in questi paesi è diverso da quello in Italia, dove molto spesso la donna è o mamma o sposa, raramente essere indipendente. Insomma, il problema è il grado di maschilismo regnante nelle società nazionali. Saluti e forza Germania!

  • Antonio M. ha scritto:

    Infatti la cosa scandalosa non è tanto il non avere una nazionale rappresentativa dell'Italia, quando il non mostrare nessun interesse nemmeno da spettatori! E le due cose sono, a mio avviso, collegate. A. M.

  • manrico ha scritto:

    finalmente qualcuno che ne dice quattro ai nostri dirigenti"maschi". Seguo assiduamente il campionato femminile di serie A, avendo una nipote che gioca nel Brescia,e posso assicurarvi che se alcuni goal o gesti atletici fossero eseguiti dai colleghi "maschi",se ne parlerebbe per mesi, nel femminile non se ne parla proprio.Purtroppo però so che queste mie parole voleranno nel vento, come tutto del resto,e, si ricomincerà a parlare di calcio "maschile" con tutta la porcheria che si tira dietro.Ho visto la prima partita dei mondiali Germania vs Canada, c'erano 75000 spettatori....riflettete dirigenti.

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