Niente referendum provinciale per Belluno
Finisce l’avventura del referendum provinciale per il distacco della Provincia di Belluno dal Veneto e l’aggregazione al Trentino Alto Adige. La conferenza di capi gruppo del Consiglio Provinciale ha deciso di non impugnare la sentenza della Cassazione che ha dichiarato illegale la consultazione referendaria, viste le scarsissime probabilità di ribaltare una decisione della Corte Suprema.
Il Costituzionalista Sandro De Nardi, che ha supportato l’iter in tutti questi mesi, ha spiegato con una nota come non sarebbero perseguibili né un ricorso alla Corte Costituzionale per un eventuale conflitto di attribuzione, né la revocazione per un errore di fatto del giudice nel valutare la realtà processuale.
L’iniziativa era partita un paio di anni fa da un gruppo di giovani, e aveva gradualmente raccolto l’appoggio di numerosi sostenitori, tanto che in 18 mila avevano firmato per poter sfruttare una possibilità di referendum provinciale effettivamente offerta dall’articolo 132 della Costituzione;
l'11 gennaio di quest'anno era così stato avviato dell'iter per l'indizione del referendum, e pochi giorni dopo era stato depositato l’oggetto dei quesiti.
Due mesi dopo però, l’ufficio centrale per il referendum ha dichiarato illegittima la richiesta; la Regione Trentino Alto Adige non si può modificare nel suo assetto istituzionale, e le province autonome a statuto speciale devono restare due, e due soltanto.
Dispiaciuto il presidente del consiglio provinciale Stefano Ghezze, che aveva l'incarico di seguire l'iter, che pur rispettando la sentenza della Cassazione, ritiene che i Bellunesi siano stati privati del diritto fondamentale di autodeterminarsi, restando, di fatto, vittime di un’ingiustizia.
Simona Peluso












Non ci fermeremo! E' troppo importante andare avanti, per il futuro dei nostri straordinari territori e per noi genti di montagna. E noi continueremo a percorrere la strada dell'Autonomia con qualunque mezzo democratico. E' troppo importante! Mille e mille persone hanno riposto la loro fiducia in noi sottoscrivendo la richiesta di Referendum. La Cassazione ha deciso ed ha preso una decisione che noi non ci aspettavamo. La Provincia di Belluno è solo il 4% circa della popolazione veneta ma occupa il 20% e passa del territorio....tutto montano. Vogliamo solo avere le stesse opportunità della pianura.....e ci riusciremo.....perché è bello vivere qui e noi vogliamo restarci per sempre. W Belun Autonoma! Marinella Piazza componente del Comitato Belluno Autonoma Dolomiti Regione
Ho letto sulla stampa che la Provincia non farà ricorso contro la sentenza della Consulta (decisione dei capigruppo). Attendiamo di sapere qualcos'altro a riguardo, ma ora come ora mi domando se il tutto debba finire in questo modo squallido, senza un sussulto di orgoglio delle forze politiche là presenti in rappresentanza non solo dei 18.500 e oltre cittadini che hanno sottoscritto il nostro appello, ma soprattutto di tutti gli altri abitanti il nostro territorio. Perché è chiaro che i problemi che hanno provocato l'iniziativa referendaria sono ancora tutti là, anzi, verrano ancor più ingigantiti da una sicura presa di distanza della Regione, ora che non siamo più una minaccia (almeno dal punto di vista politico/istituzionale). Credo che la nostra attività futura debba concentrarsi sulla riproposizione continua, assidua, quasi snervante delle problematiche e delle mancanze croniche delle soluzioni. I nostri concittadini non devono riaddormentarsi nell'ignavia che li ha contraddistinti fino alla stagione gloriosa della raccolta firme. Anche noi non dobbiamo lasciarci andare allo sconforto provocato da questa ennesima notizia di abbandono del campo da parte delle Istituzioni provinciali.
La battaglia è appena cominciata. Belluno sarà Autonoma con o senza Trento e Bolzano. WBA
La battaglia per l'autodeterminazione della Provincia di Belluno è tutt'altro che finita e si può dire invece che è appena cominciata. Finirà con la vittoria dei cittadini della provincia Dolomitica così come la lunga battaglia iniziata con il discorso di Silvius Magnago a Castel Firmiano pose le basi dell'attuale autonomia del sud Tirolo. Noi autonomistici Dolomitico-Bellunesi non ci arrendiamo e abbiamo già pronti i ricorsi che si faranno in sede Europea ed Italiana. Pur rispettando la sentenza della Corte di Cassazione non ne condividiamo l'impianto dal momento che essa sancisce la impossibilita da parte dei cittadini Bellunesi ad ottenere ciò che é invece garantito a tutti i cittadini delle altre regioni . Senil legislatore Italiano ha commesso un errore sarà la corte europea per i diritti degli uomini a rimediare. Non accetteremo supinamente di essere presi in giro da uno stato che ha creato e tollera situazioni di disparità tra cittadini che dovrebbero invece godere del medesimo trattamento. Inutile dire che ci aspettiamo il sostegno dell'ente Provincia di Belluno che ci ha supportato sino a qui ma siamo pronti ad andare avanti come movimento popolare perché sappiamo di avere dalla nostra gran parte dei popoli Dolomitici-Bellunesi. Silvano Martini consigliere provinciale e membro del comitato per l'autonomia della provincia di Belluno BELUNO AUTONOMA DOLOMITI REGIONE