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Obama, il discorso di addio

Obama, il discorso di addio
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CHICAGO, 11 GENNAIO - "È stato l'onore della mia vita servirvi, ma non mi fermerò qui. Sarò al vostro fianco, da cittadino". Sono queste le parole con cui Barack Obama si è congedato ieri sera a Chicago, la sua città d’origine, dal ruolo di presidente degli Stati Uniti, iniziato nel gennaio 2008. 

Per il suo discorso di addio, tenutosi al centro congressi di McCormick Place, si sono radunate oltre 20mila persone, mai una folla così vasta per un presidente uscente. Il 20 gennaio si insedierà ufficialmente alla Casa Bianca il suo successore, Donald J. Trump, che ha vinto le elezioni lo scorso 8 novembre.


Obama ha parlato dei successi ottenuti nel corso dei suoi due mandati, come il via libera alle nozze gay, il salvataggio dell'industria dell'auto e la lotta all'Isis. Ma si è dedicato soprattutto a un tema, lo stato della democrazia americana, parlando del perché va preservata ed elencando le cose che la minacciano, tra cui la disuguaglianza economica e le divisioni razziali.

Parole piene d’affetto sono andate anche alla moglie Michelle, alla quale il presidente uscente ha dedicato un omaggio commosso, definendola “la mia migliore amica”, per poi rivolgersi, sempre con le lacrime agli occhi, alle figlie, "due straordinarie giovani donne". "Di tutto quel che ho fatto nella mia vita, la cosa di cui sono più orgoglioso è di essere vostro padre" ha detto Obama.

Insomma, commozione, abbracci finali e ovazioni per lui, che ha concluso il discorso di addio con uno "Yes we can!", lo slogan che lo ha portato alla presidenza nel 2008, ma stavolta, davanti a 20 mila persone in delirio, aggiunge: "Yes we Did".

 

Giulia Piemontese

 

(immagine da: smartweek.it)

Giulia Piemontese

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