PRATO, 18 GENNAIO 2012 – Italiani di seconda generazione, ancora sempre e soltanto cinesi per chi li circonda, sono loro la speranza dell'integrazione. È la coda dei giovani cinesi in attesa di conversare in italiano a rappresentare il vero schiaffo per chi, nelle seconde generazioni, non avrebbe investito nemmeno un centesimo. Il fautore dell'opportunità? L'associazione Assemblea Libertà e Partecipazione in collaborazione con il circolo arci Eugenio Curiel. Così sabato scorso ad attendere le proprie lezioni di conversazioni erano 101, tutti tra i 15 e i 25 anni. [MORE]
Una vera e propria piazza di scambio quella che emerge dal cerchio di sedie dove cultura cinese e italiana si fondono per dimostrare che interazione e integrazione sono ancora possibili. Secondo quanto riportato dal Corriere Fiorentino la maggioranza dei ragazzi interessati sarebbe nata a Prato ma continuerebbe a vivere in un ambiente familiare chiuso, presentando così problemi pratici con la lingua. Questo il miracolo reso possibile da un gruppo di volontari di Assemblea Libertà è partecipazione che, dopo aver perso i bandi per sostenerne i costi, autofinanzierà interamente il progetto.
Prato rappresenta ormai da tempo il teatro dello scontro culturale italo-cinese, nonché la vittima di una crisi che troppo a lungo ha impedito l'integrazione. "Vorremmo una Prato nuova, accogliente e solidale – spiegano gli organizzatori – una città che non abbia paura di affrontare nuove sfide, che non ricorra al più becero populismo per fomentare l'ostilità verso gli immigrati". Per seguire il corso è necessario fare un test d'ingresso che permetterà di collocarsi nel livello adeguato. L'appuntamento è ogni sabato dalle 15 alle 18 presso il circolo di Via Fabio Filzi 39/L.
Cecilia Andrea Bacci
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