Turchia, ecco la nuova costituzione firmata Erdogan. Referendum ad aprile
Estero Lombardia

Turchia, ecco la nuova costituzione firmata Erdogan. Referendum ad aprile

sabato 21 gennaio, 2017

ANKARA, 21 GENNAIO - La Turchia potrebbe voltare pagina. Dopo il fallito colpo di stato di luglio nei confronti del presidente Erdogan, ecco un’altra possibile grande novità nel sistema istituzionale turco: l’approvazione del Parlamento alla modifica costituzionale. Sono 339 i sì su 550, una maggioranza tuttavia non sufficiente a scongiurare il rovesciamento della riforma stessa attraverso il referendum di aprile.[MORE]

Sono state settimane delicate ed intense quelle che hanno portato al sì parlamentare alla riforma. Giornate cariche di tensione, considerata la posta in gioco: la trasformazione della Turchia in repubblica presidenziale, portando così una netta concentrazione dei poteri nelle mani di Erdogan.

Il pacchetto riformativo, composto da 18 articoli, lascia molto soddisfatto Erdogan e lo stesso premier, Binali Yildrim: «Il partito è rimasto compatto come una roccia. Ora la parola spetta al popolo, vero padrone della nazione» - ha affermato. Ora per il governo si apre una strada ‘referendaria’, tesa al convincimento della popolazione, che non avrebbe espresso al momento particolare gradimento per l’intervento parlamentare. I primi sondaggi parlano di un 43% favorevole alla modifica costituzionale, ben lontano dalla maggioranza assoluta richiesta.

Durissime le opposizioni, che parlano di grave errore parlamentare. Le speranze ora si riversano nel voto popolare, chiamato a confermare o meno la riforma fresca di approvazione. Ma cosa cambia esattamente nello scacchiere politico turco?

Innanzitutto, tema cardine è quello del cosiddetto stato di emergenza. Come è noto, la Turchia è infatti in stato di emergenza dal 22 luglio, dopo il represso colpo di stato. La riforma interviene sulla regolamentazione dello stesso stato d'emergenza: il Parlamento avrà tre mesi per poterlo proporre, mentre al Presidente della Repubblica si aggiunge il potere di sospendere o limitare i diritti civili e le libertà fondamentali. Si aggiungano inoltre l’abolizione di tribunali e giudici militari. Scende numericamente il numero della Corte Costituzionale: saranno 15 i membri attraverso il nuovo sistema.

La limitazione al potere giudiziario si esplica anche nella composizione del corrispondente Csm italiano: i membri saranno 13, rispetto agli attuali 22. Di questi, la nomina di tre membri sarà riservata al Presidente della Repubblica. I restanti 10 saranno invece eletti dal Parlamento a cadenza quadriennale.

Le polemiche dell’opposizione sono tutte legate all’eccessivo accentramento dei poteri governativi nelle mani del presidente Erdogan, con la conseguente ‘sparizione’ di quelli attualmente detenuti dal premier. La maggioranza rivendica invece la decisione di puntare su un sistema maggiormente efficiente, sul modello americano-francese (per quanto diversi, visto che in Francia vige un sistema semi-presidenziale, ndr).

Le modifiche costituzionali si concretizzano a distanza di 35 anni, dopo l’approvazione della Costituzione nel 1982, successiva al golpe militare del 1980. Ma la parola finale spetterà al popolo: in attesa di capire la data ufficiale della consultazione popolare.

 

foto da: contropiano.org

Cosimo Cataleta


Autore
https://www.infooggi.it - Il Diritto Di Sapere

Entra nel nostro Canale Telegram!

Ricevi tutte le notizie in tempo reale direttamente sul tuo smartphone!

Esplora la categoria
Estero.