ANKARA, 7 MAGGIO 2012- Arriva in Italia con sei ministri, ed un programma fitto di impegni e incontri ufficiali: sarà una giornata intensa quella di Recep Tayyip Erdogan, domani a Roma per siglare degli accordi internazionali, e confrontarsi su vari temi con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il premier Mario Monti.
Per il primo ministro islamico conservatore, si tratta in realtà del secondo vertice italo-turco in pochi anni, dopo quello svoltosi nel 2008 a Smirne con Silvio Berlusconi; va detto, in effetti, che tra i due Paesi non ci sono nuvole di sorta, e che anzi, come ha ricordato l'ambasciatore ad Ankara Gianpaolo Scarante, Roma appoggia oramai da anni la ventennale candidatura della Turchia all'Unione Europea.[MORE]
Specie perchè, in un periodo di crisi, il mercato turco appare agli imprenditori italiani come una vera terra promessa, foriera di investimenti e grandi opportunità; non è un caso, infatti, che il Paese che fa da ponte tra Asia ed Europa, sia diventato in pochi anni la sedicesima economia mondiale, viaggiando a un ritmo di crescita pari quasi a quello cinese.
75 milioni di abitanti, un territorio grande il triplo rispetto a quello italiano, e una popolazione in continua espansione, la Turchia mantiene da tempo ottime relazioni commerciali con l'Italia, sua quarta partner, presente con oltre 920 imprese, e in lizza, tra le altre cose, per gli appalti legati alla realizzazione di un faraonico progetto del ponte sul Bosforo.
Si parlerà di economia, quindi, e di sicurezza, tra Siria, Israele e primavera araba; grande assente di domani, però, sarà la discussione sui diritti umani, e in particolare, sulla questione curda, tema tra i più spinosi a livello internazionale, al punto da essere considerato a Bruxelles uno dei principali freni per l'ingresso in Europa.
(immagine tratta da: www.ibtimes.com)
Simona Peluso
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