40 anni dall'omicidio Calabresi: Milano ricorda

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MILANO, 17 MAGGIO 2012- Il 17 maggio del 1972, quaranta anni fa, con due colpi di pistola mentre stava per salire sull'auto sotto casa a Milano, veniva freddato il commissario di polizia Mario Calabresi. Il commissario pagò con la vita, l'odio alimentanto nei suoi confronti da parte di chi (in particolar modo il movimento extraparlamentare di Lotta Continua) lo ritenne, in qualche modo, responsabile della morte di Giuseppe Pinelli, esponente dei movimenti anarchici di Milano, 'precipitato' da una finestra del commissariato milanese di via Fatebenefratelli, in occasione di un interrogatorio sulla strage di Piazza Fontana (avvenuta il 12 dicembre 1969).

Per l'omicidio di Calabresi sono stati condannati a 22 anni di carcere: Ovidio Bompressi, Giorgio Pietrostefani e Adriano Sofri. Invece, Leonardo Marino ha avuto 11 anni, cancellati poi dalla prescrizione. Di questi, Bompressi e Marino sono stati ritenuti gli esecutori materiali dell'omicidio; mentre Pietrostefani e Sofri i mandanti. [MORE]

Milano, ha voluto ricordare questo triste anniversario, attraverso diversi appuntamenti: la deposizione di corone al cippo di via Cherubini, luogo dell'agguato. E' seguita poi la messa in memoria, celebrata nella basilica di Sant'Ambrogio; la deposizione di corone presso la questura di Milano, in ricordo della strage di via Fatebenefratelli e presso il monumento che ricorda Luigi Calabresi.

Presenti alla cerimonia, tra gli altri, il sindaco Pisapia, il prefetto Lombardi e il questore di Milano Alessandro Marangoni, che si hanno rinnovato la loro vicinanza alla vedova, Gemma Capra e ai suoi figli. Tra le frasi dette dai presenti, visto il clima di allarme sorto dopo l'attentato dirigente dell'Ansaldo Energia Roberto Adinolfi e le minacce di nuove azioni (contro le sedi di Equitalia, aziende statali e organismi istituzionali),importante è sottolinare il passaggio del questore di Milano, Alessandro Marangoni, che ha dihiarato, "C'è stata da tempo una stretta di mano tra la vedova di Calabresi e la moglie di Pinelli e credo possa essere il tempo di una riflessione che serva a creare un ancor miglior clima di riconciliazione».

(Fonte: La Repubblica, Corriere della Sera. Fotogramma: multimedia.quotidiano.net)

Rosy Merola

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Scritto da Rosy Merola

Giornalista di InfoOggi

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