ROMA, 15 DICEMBRE 2011 - L’atteggiamento di Europa e Sati uniti nei confronti degli immigrati rimane invariato nonostante la crisi economica e la Primavera Araba: sono un pericolo, ottimismo solo per quanto riguarda l’integrazione.[MORE]
A dimostrarlo è il rapporto “Transatlantic Trends: Immigration nel 2011” presentato oggi a Roma dall’Istituto affari internazionali. Secondo il documento il 73% dei cittadini degli Stati uniti e il 68% degli europei non apprezza le misure adottate dai rispettivi governi, definendole poco o molto poco soddisfacenti, rispetto a questa materia. Sono favorevoli, invece, a una gestione centralizzata piuttosto che delocalizzata della questione. Inoltre la maggioranza di americani (52%) ed europei (56%) resta ottimista sull’integrazione degli immigrati e sono alte le percentuali di chi è favorevole ad accogliere un numero maggiore di immigrati con un livello elevato di istruzione.
Per quanto riguarda l’Italia, otto italiani su dieci si dicono molto preoccupati per quanto riguarda l’immigrazione irregolare. In compenso viene bocciata la politica migratoria di Berlusconi (non condivisa dall’83% degli italiani) e aumenta il numero di persone che ritiene gli immigrati una risorsa, passando dal 49% dello scorso anno al 58% oggi.
In diversi paesi è alto il numero delle persone che si dice favorevole ad accogliere gli immigrati che fuggono dalla povertà. Spagna (76%), Italia (68%) e Stati Uniti (64%) sono i Paesi che dimostrano maggiore apertura verso coloro che fuggono da condizioni economiche difficili rispetto a una media europea del 58%. Ovunque la maggioranza degli intervistati è favorevole ad accogliere un maggior numero di immigrati con un livello di istruzione elevato, parere che incontra il favore del 63% degli americani e del 62% degli europei.
«I nostri governi dovrebbero tenere in debita considerazione i risultati di Transatlantic Trends: Immigration – afferma Craig Kennedy, presidente del Gmf (The German Marshall Fund) –. Infatti l’indagine rivela che, nonostante le difficoltà economiche e il complesso scenario politico, americani ed europei non cambiano idea sull’immigrazione e non sono soddisfatti delle misure adottate a livello nazionale».
Marika Di Cristina