ROMA, 07 GIUGNO 2014 - Renzi è chiaro sullo scandalo Mose: "Se nel PD c'è chi ruba, costui deve andare a casa a calci nel sedere, non c'è PD che tenga". D'altra parte, il PD sembra agli occhi dei media stranieri più "mangereccio" che mai: tra Expo, Mose e la "piddina" abruzzese pizzicata stamattina, ce n'è per tutti i gusti.
A chi gli chiede come mai non ci sia un provvedimento ad hoc per gli scandali avvenuti, Renzi risponde di non voler cavalcare l'onda dello scandalo e di volersi prendere una settimana "sabbatica" per fare le cose per bene e vedere se ci sono le condizioni per poter fare qualcosa.[MORE]
Dare i superpoteri a qualche commissario non basta, serve di più. Nella vicenda veneziana c'è un'evidente responsabilità della politica, anche della mia parte. (...) è il partito che autorizza gli arresti quando non c'è il fumus persecutionis. Nel Pd chi ruba va a casa a calci nel sedere esattamente come chi è negli altri partiti. Non c'è Pd e non Pd. Ci sono ladri e non ladri" è la spiegazione di Renzi a quanto accade.
Infine, Renzi riparte con gli slogan: una settimana per il decreto, due per risolvere completamente la giustizia. Nel frattempo, lo scandalo Mose continua a tenere banco. Proprio ieri è stato interrogato l'ex sindaco Orsoni, che ha dichiarato ai giornalisti di essere completamente estraneo alla vicenda: un caso che lo danneggerebbe soltanto perché si è trovato nel ruolo istituzionale al momento sbagliato.
Sono i numeri dietro lo scandalo a fare male ai cittadini veneziani e non solo: false fatture nasconderebbero buste ben riempite. Per Orsoni si parla di 110mila Euro, per Galan di 800mila Euro, ed ora spunterebbe fuori anche un "genio delle false fatture".
L'uomo, attualmente latitante, secondo Venezia Today sarebbe riuscito a nascondere dal 2006 al 2010 qualcosa di poco inferiore agli 8 milioni di Euro. Per nascondere l'ingente somma, il "genio" avrebbe creato operazioni ad hoc, oppure riempito i costi per altre operazioni apparentemente legali.
Ora, il tutto è al vaglio della Guardia di Finanza, costretta a indagare i propri vertici: implicato come se fosse stato un investigatore privato sarebbe il generale Emilio Spaziante delle Fiamme Gialle, che avrebbe informato la cricca quando gli inquirenti si trovavano vicini ai loro nomi.
(www.repubblica.it)
Annarita Faggioni