ISTANBUL, 3 DICEMBRE 2013 - Lo scorso 29 ottobre, è stato inaugurato a Istanbul il tunnel sottomarino che unisce le sponde del Bosforo. Il progetto prende il nome di Marmaray, o, come amano chiamarlo le autorità, un più pretenzioso “Via della Seta 2.0”. Si tratta del più profondo tunnel sottomarino del mondo, con i suoi 1800 metri di rotaie sotto il livello del mare. La sua inaugurazione è avvenuta in pompa magna il giorno dell'anniversario della nascita della Repubblica turca, ma già ha dato segnali di presentare piccoli problemi tecnici. Forse era il caso di attendere un tantino in più. Sta di fatto che il progetto, oltre a voler risolvere gli atavici problemi dei trasporti della megalopoli turca, ha anche portato alla luce interessanti scoperte archeologiche, che potrebbero riscrivere la datazione della vecchia Bisanzio.
Finora, la datazione della città di Istanbul si supponeva fosse risalente a circa 2,600 anni fa, ma la scoperta di un insediamento neolitico, nel punto in cui sono andati a intersecarsi i due controversi progetti della metro e del Marmaray, potrebbero spingere la datazione a circa 8,500 anni fa. Diverse tradizioni funebri risalenti al neolitico, evidenti in seguito agli scavi, indicano che gruppi provenienti da diverse culture convivevano fianco a fianco già a quell'epoca, e, se le prove del DNA lo confermeranno, si potrà facilmente affermare che il carattere cosmopolita della città era vivo già nella preistoria, come dichiara Zeynep Kiziltan, a capo degli scavi fin dal 2008.
“Già durante gli scavi esplorativi, sapevamo che in prossimità di Yenikapi vi era un porto, ma non sapevamo cosa ospitasse. Dopo aver superato gli strati dell'era repubblicana e quella ottomana, ci siamo imbattuti in materiale organico umido ad un metro sotto il livello del mare. Prima di comprendere di cosa si trattasse, abbiamo raggiunto i resti di relitti di navi e abbiamo deciso di ampliare la ricerca fino a 6,5 metri sotto il livello del mare. Abbiamo condotto scavi su una superficie di circa 40,000 metri quadrati. Dopo gli strati repubblicani e ottomani, abbiamo notato un cambiamento a un metro sotto l'acqua, e ci siamo resi conto di essere entrati nell'era bizantina. Sono sgorgati reperti a frotte, come la porta fatta costruire da Teodosio nel IV secolo o i resti di ben 37 navi di varia forma e tipologia, alcune ancora con il loro carico. Oltre a numerose anfore di vari tipi, o a resti di animali, o scheletri umani, e vario materiale in legno. Raggiunto il fondo del porto, a 6,5 metri di profondità, ci siamo ritrovati ad analizzare oggetti che erano in realtà di natura preistorica. C'era un enorme divario tra loro e i resti bizantini. Abbiamo cominciato a sollevare i sassi, imbattendoci così in un nuovo strato, risalente al neolitico”.
[MORE]
Si stima che, grazie ai lavori della metro, sia stato riportato alla luce un inventario di circa 45,000 pezzi. In aggiunta, vi sono migliaia di ossa di animali. La scoperta ha attirato l'attenzione scientifica da tutto il mondo, e potrebbe fornire grosse novità sulla costruzione delle imbarcazioni o sulla tecnologia di navigazione del tempo. La municipalità di Istanbul è pronta a costruire un museo di 30,000 metri quadri, dove verranno portati avanti gli studi.
Foto: hurriyetdailynews.com
Dino Buonaiuto (corrispondente dalla Turchia)
Vuoi restare sempre aggiornato con le notizie più importanti?
Iscriviti ai nostri canali ufficiali:
Riceverai in tempo reale tutti gli aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.