MILANO 16 GIUGNO 2014 - Attualmente in Lombardia le province pesano sul bilancio complessivo per circa l'1%. Con l'abolizione delle stesse si registrerebbe invece un risparmio di circa 220 milioni di euro l'anno, 1,7 miliardi a livello nazionale. Questi dati emergono da uno studio realizzato sulle cifre dell'anno 2010 da Certet Bocconi, con il patrocinio di Fondazione Edison e Assolombarda. La ricerca è stata realizzata nell'ambito della discussione circa il riassetto delle province, che attualmente spendono circa 1,6 miliardi di euro, ben il 4,8% della spesa totale.
Dalla ricerca emerge inoltre che a pesare maggiormente sulla spesa pubblica sono la previdenza sociale e il servizio del debito (interessi e rimborso del capitale). Su 150 miliardi di spesa pubblica, infatti, ben 51 sono assorbiti dalla previdenza, mentre altri 18 miliardi dal servizio del debito.[MORE]
Le restanti uscite si suddividono invece in interventi nel campo del sociale (34 miliardi), di cui 19 miliardi per la salute e 6,5 per l'istruzione scolastica e quella universitaria, seguite da politiche sociali e famiglia, politiche del lavoro, immigrazione, giovani e sport. 18,6 miliardi vengono investiti nel finanziamento alle istituzioni, spesa che comprende il costo del funzionamento degli organi dello Stato sia centrali sia periferici.
Per i servizi di pubblica utilità vengono utilizzati 16,9 miliardi. In particolare, le spese riguardano il diritto alla mobilità (6,3 miliardi), l'ordine pubblico e la sicurezza (1,3 miliardi) e la giustizia. Per la tutela del territorio e dell’ambiente si spendono 3,9 miliardi e per la difesa e sicurezza del territorio 1,7. Infine, 8,1 miliardi vengono destinati alle spese in campo economico.
Per concludere, dallo studio emergono alcuni dati riguardanti i soggetti responsabili delle spese in Lombardia. Su 150 miliardi totali, infatti, 116 sono dello Stato e degli enti pubblici centrali, mentre 34,1 miliardi sono di Regione, Province, Comuni e Comunità montane.
Valentina Vitali
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