Acqua pubblica a Sezze: una prima applicazione del referendum

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SEZZE (LT), 4 OTTOBRE 2011- Dopo l’approvazione del referendum del 12 giugno con cui i cittadini si sono espressi a favore della pubblicizzazione del servizio idrico, cominciano ad affluire le prime conseguenze organizzative della consultazione referendaria nelle diverse realtà locali. In particolare in diversi comuni dell’area pontina, anche grazie alle iniziative del comitato provinciale di difesa dell’acqua pubblica di Latina, vanno delineandosi le modalità d’uscita dal rapporto contrattuale con le società private affidatarie del servizio pubblico idrico.[MORE]

Se Aprilia ha revocato l’affidamento alla società Acqualatina ancor prima dell’approvazione del referendum, il comune di Sezze fa da battistrada a quelle realtà locali che vorranno attuare la decisione referendaria sulla ripubblicizzazione del servizio idrico. Quest’ultimo è affidato dal 1993 nel comune dei Monti Lepini alla Dondi spa, una società di Rovigo. I risultati di gestione del servizio idrico in questi 18 anni non sembrano i migliori, con un rapporto tra azienda affidataria e cittadini molto complicato, una rete idrica inefficiente e un sistema di depurazione deficitario.

L’argomento della eventuale rescissione del contratto con la società veneta è al centro dell’agenda politica setina non solo da quest’anno, ma solo dopo l’approvazione del referendum sull’acqua pubblica si sono realizzate le condizioni per la concretizzazione di un cambio di indirizzo nella politica dell’acqua di Sezze. Con un voto trasversale che vede uniti elementi della maggioranza che sostiene il sindaco del Pd Andrea Campoli e esponenti dell’opposizione, il consiglio comunale ha votato una delibera a favore della rescissione del contratto con la Dondi. Sezze è il primo comune italiano ad applicare la normative di risulta referendaria che prevede la cessazione dei rapporti con le società private affidatarie del servizio idrico in tre circostanze: 1. scadenza naturale del contratto 2. rescissione per inadempiemento del contraente privato 3. accordo tra le parti.

Il comune setino ha scelto la seconda strada, quella maggiormente impattante sugli equilibri dell’amministrazione, determinando la necessità di predisporre, parallelamente alla preparazione della difesa legale della scelta politica del consiglio comunale dinnanzi alle istanze giurisdizionali a cui farà appello la Dondi, la struttura organizzativa che all’interno della struttura amministrativa del comune gestisca il servizio idrico. In questo senso pare opportuna la valorizzazione della rete dei cittadini che si sono organizzati in associazione per la difesa dell’acqua pubblica, come l’utilizzo degli strumenti di convenzione tra gli enti pubblici come i consorzi intercomunali idonei a favorire nuove soluzioni pubbliche al problema della gestione sostenibile delle acque.

Quello su cui non si potrà fare affidamento nella ideazione di nuove soluzioni organizzative per la gestione pubblica dell’acqua è il clima generale sulla rivisitazione dei principi di organizzazione dei servizi pubblici locali. La pubblicizzazione decretata dal referendum riguarda, infatti, il solo servizio idrico, rimanendo invariate le modalità di affidamento degli altri servizi pubblici. Anzi, l’ultima manovra di finanza pubblica, in aderenza con le indicazioni della Ue, rafforza l’opzione a favore delle liberalizzazioni e privatizzazione del servizi pubblici locali. Il rischio è che, senza un’adeguata riflessione generale sui limiti della gestione privatistica dei servizi pubblici e la conseguente adozione di una politica generale sul punto, non si possa procedere a innovazioni di settore.
 

Emiliano Colacchi

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Scritto da Emiliano Colacchi

Giornalista di InfoOggi

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