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Addio a Christa Wolf, la scrittrice tedesca simbolo della Germania divisa

BERLINO, 2 DICEMBRE 2011 - Il mondo della letteratura piange Christa Wolf. morta ieri, all’età di 82 anni, a Berlino, in quella Germania in cui era nata e cresciuta e di cui molti dei suoi libri, internazionalmente apprezzati, sono fortemente intrisi. [MORE]

Nata nel 1929 a Landsberg an der Warthe, l’attuale Polonia, nel 1949 era entrata a far parte del Partito di Unità Socialista di Germania, e proprio quella stessa ideologia socialista, che non mise mai in discussione e che la indusse, sovente, ad essere critica nei confronti del governo della Germania comunista, la portò a divenire bersaglio di accuse per il suo non aver mai abiurato l'ideologia socialista, per non avere lasciato il suo paese nonostante ne avesse la possibilità, e per la sua collaborazione con la Stasi (la polizia segreta della DDR) durante gli anni universitari, dal 1959 al 1962; tema questo, che divenne centrale nel suo libro pubblicato nel 1995 con un emblematico titolo "Congedo dai fantasmi".

Una vita di grandi successi, che prendono il via nel 1963, con la pubblicazione del suo primo romanzo “Il cielo diviso”, la storia di un amore diviso dal muro ambientato in Germania. Da lì il passo alla notorietà è davvero breve, nello stesso anno (1963) la sua prima opera le permette di ottenere il premio Heinrich Mann e nel 1964 il libro diviene un film del regista Konrad Wolf.

Un’intellettuale tra le più discusse e contestate della Germania dell'Est, di cui si ricorda l’appello accorato che il giorno prima dell’apertura del confine tra le due Germanie e della caduta del muro, lanciò attraverso il notiziario serale della televisione est-tedesca tv ai concittadini della Ddr affinché non abbandonassero il paese:

"Care concittadine, cari concittadini, noi tutti siamo inquieti. Vediamo migliaia di persone che ogni giorno lasciano la nostra terra. Noi sappiamo che la politica degli ultimi giorni ha rafforzato la sfiducia nel rinnovamento. Noi siamo consapevoli della debolezza delle parole di fronte al movimento di massa, ma non abbiamo nessun altro mezzo che le parole. Che ancora adesso mandano via, mitigano la nostra speranza. Noi vi preghiamo, rimanete nella vostra patria, rimanete da noi."

Ed è soprattutto dalla riunificazione tedesca che Christa Wolf divenne bersaglio di critiche e polemiche, la critica della Germania occidentale la accusò di non aver mai attaccato l'autoritarismo del regime comunista della Germania orientale, critiche rivolte anche alle sue opere ritenute da alcuni intrise di "moralismo".

Dal ’63 in poi pubblicò diverse nuove opere tra le più fortunate “Riflessioni su Christa T”, in cui la Wolf analizza e descrive, basandosi sulla storia reale di un’amica scomparsa, le difficoltà ed il disagio dell’individuo nell’inserirsi nella realtà socialista di quegli anni uscito nel 1968 ; “Cassandra” (1983) e “Medea. Voci” (1996) aventi per tema l’antichità mitica della Grecia classica; nel 2002 pubblica "Un giorno all'anno. 1960-2000", un testo che raccoglie sotto forma di diario, le pagine scritte ogni 27 settembre lungo tutti quegli anni, e attraverso le quali emerge un’analisi della società tedesca fino all’unificazione ed oltre. Nel 2005 in Germania e nel 2008 in Italia, esce il suo ultimo libro “Con uno sguardo” diverso che si compone di otto racconti tra cui quello avente per tema il fallimento del suo matrimonio.
 

Sara Marci