Addio a Evaristo Beccalossi, il calcio piange l’ex numero 10 dell’Inter
Morto a Brescia lo storico fantasista nerazzurro: avrebbe compiuto 70 anni il 12 maggio
È morto a Brescia Evaristo Beccalossi, storica bandiera dell’Inter e uno dei fantasisti più amati dal popolo nerazzurro. L’ex calciatore e dirigente sportivo si è spento nella notte tra martedì e mercoledì alla clinica Poliambulanza di Brescia, dove era ricoverato da tempo.
Beccalossi avrebbe compiuto 70 anni il prossimo 12 maggio. Da circa un anno le sue condizioni di salute erano molto delicate, dopo un malore accusato nel gennaio 2025 e un lungo periodo di coma.
Il legame con l’Inter e il ricordo del club
La notizia della morte di Evaristo Beccalossi ha colpito profondamente il mondo del calcio, in particolare l’ambiente Inter, club con cui il fantasista ha scritto pagine importanti tra la fine degli anni Settanta e la prima metà degli anni Ottanta.
La società nerazzurra lo ha ricordato con parole cariche di emozione: “Ci sembra impossibile, Evaristo era sempre uno di noi”. Un messaggio che racconta bene il rapporto speciale tra Beccalossi, la maglia interista e i tifosi.
Arrivato all’Inter dal Brescia nel 1978, Beccalossi vestì la maglia nerazzurra fino al 1984, diventando un simbolo di talento, estro e imprevedibilità. Con l’Inter vinse lo Scudetto 1979-1980 e la Coppa Italia 1981-1982, lasciando un ricordo indelebile nella storia del club.
Il talento di Beccalossi, tra dribbling e fantasia
Evaristo Beccalossi era il classico numero 10 capace di accendere la partita con una giocata. Dribbling, visione di gioco, assist e colpi improvvisi lo resero uno dei calciatori più romantici della sua generazione.
In nerazzurro collezionò oltre 200 presenze e realizzò 37 reti, tra cui una doppietta rimasta nella memoria dei tifosi nel derby vinto contro il Milan il 28 ottobre 1979.
Il suo calcio era fatto di creatività e istinto. Non sempre continuo, ma spesso decisivo e spettacolare. Proprio questa sua natura lo rese amatissimo: Beccalossi rappresentava il calcio capace di emozionare, sorprendere e far innamorare gli spalti.
Da Brescia all’Inter, una carriera nel segno del pallone
Prima di diventare una bandiera dell’Inter, Beccalossi aveva giocato nel Brescia, la squadra della sua città. Dopo la carriera da calciatore rimase nel mondo del calcio anche come dirigente e uomo di sport, continuando a essere una figura riconoscibile e apprezzata.
La sua scomparsa lascia un vuoto profondo non solo tra i tifosi nerazzurri, ma in tutto il calcio italiano. Con Evaristo Beccalossi se ne va un interprete autentico del ruolo di fantasista, un calciatore capace di trasformare il pallone in emozione.
Il calcio italiano saluta il “Becca”
La morte di Evaristo Beccalossi segna la perdita di uno dei volti più iconici della storia interista. Per molti tifosi resterà il “Becca”, il numero 10 dai riccioli lunghi, capace di inventare calcio con naturalezza e leggerezza.
Il suo nome rimarrà legato per sempre alla storia dell’Inter, al calcio degli anni Ottanta e a un modo di giocare fatto di talento puro, fantasia e passione.
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