Cronaca

Addio a Mandelli, padre dell'ematologia italiana

ROMA, 15 LUGLIO – Si è spento oggi a Roma, all'età di 87 anni, Franco Mandelli, ritenuto il più importante ematologo italiano, fondatore dell'Ail, Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma. "Addio al nostro Presidente Professor Franco Mandelli, una vita dedicata alle malattie del sangue e alla solidarietà. Anima della nostra organizzazione di cui era Presidente Onorario e fondatore del GIMEMA. Ha pubblicato piu' di 700 studi scientifici. L'AIL tutta si stringe con riconoscenza e grande affetto alla sua famiglia". Ne dà la triste notizia l'Ail sul suo profilo Facebook. [MORE]

Nato a Bergamo 87 anni fa, il 12 maggio nel 1931, noto principalmente per i suoi studi e le sue ricerche sulle leucemie e i linfomi. Si è laureato in medicina e chirurgia il 16 luglio 1955 con il massimo dei voti e la lode presso l'Università statale di Milano.

Si è' occupato in primo luogo del linfoma di Hodgkin e delle leucemie acute, soprattutto delle forme promielocitiche, con protocolli terapeutici Dopo la laurea alla Statale di Milano e un periodo di studi a Parigi, nel 1970 torna in Italia e a Roma rivoluziona il reparto di Ematologia del Policlinico Umberto I, aprendo anche il primo day hospital che ancora oggi si afferma quale importante centro di riferimento italiano per le malattie del sangue. Fonda il gruppo italiano "Malattie Ematologiche dell'Adulto", Gimema, con il coinvolgimento di un gruppo di centri di Ematologia italiani, e crea a Roma il primo centro pubblico per il trapianto di midollo osseo.

Crea anche l'Ail, una rete di volontariato composta da medici, infermieri, crocerossine, tecnici di laboratorio di cui é stato presidente per anni.

Oltre alle grandi capacita' di ricerca, l'ematologo si distingueva per il tratto umano: sempre gentilissimo, la voce calma e i concetti piu' complessi spiegati con semplicita', tutti i pazienti lo hanno sempre ricordato con affetto.
"Ho sempre creduto, fin dai miei inzi, che il vero dottore fosse il medico condotto di un tempo, che doveva occuparsi di tutto anche se non poteva sapere tutto, aiutato in questo dal rapporto d'amore con i propri pazienti. Ecco, è questo il vero dottore, uomo di scienza, ma soprattutto di coscienza" - è la pref'azione al suo libro “Curare e prendersi cura” dove si racconta della sua - “vita dedicata ai ‘suoi’ pazienti e ai ‘suoi’ volontari. Una vita dedicata a cercare di migliorare la vita degli altri, a trasformare i sogni impossibili in realtà, a fare in modo che la speranza non si spenga mai.

Tante sono le campagne e le iniziative ideate da Mandelli per raccogliere fondi a favore delle leucemie e per finanziare la ricerca: basta citare "Angeli sotto le stelle" un gran galà di beneficenza in favore dell'Associazione italiana contro le leucemie (Ail); "Trenta ore per la vita", ma anche la "Partita del Cuore" che si gioca da anni allo stadio Olimpico e ancora le Stelle di Natale e le Uova di Pasqua dell'Ail.
Ha inoltre sostenuto l'insediamento della Casa AIL Residenza Vanessa, una struttura che ospita gratuitamente i pazienti ematologici provenienti dall'Italia e da paesi stranieri, accompagnati da un familiare. La casa porta il nome di Vanessa, una ragazza morta di leucemia mieloide cronica.

Luigi Palumbo

Fonte immagine: Medicina e informazione