AfD e sovranità tedesca: Weidel rilancia l'addio all'euro e a Schengen

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La leader dell'Alternativa per la Germania (AfD), Alice Weidel, ha riacceso il dibattito politico tedesco ed europeo con dichiarazioni nette: se l'AfD vincesse le elezioni federali, la Germania uscirebbe dall'euro e dall'area Schengen. La proposta, già avanzata in passato, ora assume contorni più definiti, con la promessa di un referendum sulla permanenza nella moneta unica e la chiusura immediata delle frontiere tedesche.

Una svolta sovranista che scuote l'Europa

Queste posizioni, definite da molti osservatori come una vera e propria svolta sovranista, arrivano in un momento di forte ascesa del partito nei sondaggi nazionali. L'AfD è oggi il primo partito in Germania secondo diverse rilevazioni, superando anche la CDU. Questo risultato ha portato Weidel a sentirsi legittimata a proporre una rottura netta con l'architettura europea così com'è, cavalcando il malcontento verso le politiche migratorie e la burocrazia di Bruxelles.

La leader dell'AfD ha più volte criticato la Banca Centrale Europea e la gestione dell'euro, che secondo lei ha danneggiato l'economia tedesca. La sua proposta di un ritorno al marco tedesco ha suscitato reazioni contrastanti: per gli elettori delusi dalla globalizzazione rappresenta una speranza di sovranità monetaria, mentre per gli analisti economici appare come un'opzione pericolosa e destabilizzante per l'intera Unione Europea.

Chiusura delle frontiere: la priorità assoluta

Oltre all'euro, Weidel ha indicato la chiusura delle frontiere come la prima misura da adottare in caso di vittoria alle elezioni. L'obiettivo è fermare l'immigrazione irregolare e ripristinare pienamente il controllo nazionale sui confini, una posizione che ha già portato a tensioni con i partner europei. La leader del partito ha definito il trattato di Schengen un errore, sostenendo che la libera circolazione delle persone ha favorito l'ingresso di clandestini e criminalità.

Questa posizione estrema ha ricevuto il sostegno delle ali più radicali del partito, ma allo stesso tempo ha rafforzato la distanza con gli altri partiti tedeschi, che escludono qualsiasi collaborazione con l'AfD. I governi europei, inoltre, seguono con preoccupazione l'evolversi della situazione, consapevoli che una eventuale uscita della Germania dall'euro avrebbe conseguenze devastanti per l'intera economia del continente.

Reazioni e scenari futuri

Le dichiarazioni di Weidel hanno provocato un vespaio di polemiche in Germania. I partiti tradizionali hanno accusato l'AfD di mettere a rischio la stabilità europea e di alimentare un nazionalismo anacronistico. I media internazionali hanno evidenziato il rischio di una crisi istituzionale senza precedenti, mentre gli economisti mettono in guardia dai pericoli di una nuova crisi del debito sovrano.

Nonostante le critiche, la popolarità dell'AfD non accenna a calare. Il partito cavalca le paure legate a inflazione, caro-vita e sicurezza, temi che stanno spostando l'elettorato verso posizioni più radicali. Il destino della Germania e dell'Europa sembra quindi legato a un bivio storico: continuare sulla strada dell'integrazione o scegliere la via sovranista. Weidel ha già annunciato che, in caso di vittoria, convocherà un referendum sulla permanenza nell'Unione Europea, aprendo di fatto la strada a una possibile Dexit.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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