Agguato mafioso a Pesaro, caccia a killer collaboratore giustizia

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PESARO, 26 DICEMBRE - E' caccia ai due killer che, nel giorno di Natale intorno alle 18, hanno ...

PESARO, 26 DICEMBRE - E' caccia ai due killer che, nel giorno di Natale intorno alle 18, hanno ucciso Marcello Bruzzese, cinquantunenne di origine calabrese, freddato nel garage sotto casa, in una stradina del centro storico di Pesaro.
Un agguato in puro stile mafioso: la gragnuola di colpi sparati a ripetizione usando pistole automatiche ha freddato il fratello di Girolamo Biagio Bruzzese, 'ndranghetista, diventato nel 2003 collaboratore di giustizia dopo aver tentato di uccidere il capocosca. Le sue testimonianze, infatti, hanno permesso ai magistrati di conoscere i legami tra la cosca Crea e alcuni politici locali.

Nella notte c'e' stato un vertice in tribunale, al quale hanno partecipato il capo della procura pesarese, Cristina Tedeschini, i sostituti procuratori Fabrizio Narbone e Maria Letizia Fucci e Daniele Paci, della Dda di Ancona: un pool di magistrati per andare a fondo su autori, mandanti e movente dell'omicidio.

I carabinieri completeranno oggi la raccolta delle testimonianze: un'attivita' complessa perche' il delitto sembra non aver avuto testimoni diretti; l'analisi delle telecamere, poste ai varchi della zona a traffico limitato, potrebbe dare qualche indicazione in piu' agli inquirenti.

Marcello Bruzzese era gia' scampato una volta alla morte: nel luglio del 1995, in provincia di Reggio Calabria, allora 28enne rimase gravemente ferito allo stomaco in un agguato che costo' la vita al padre Domenico, braccio destro di Teodoro Crea, il potentissimo boss di Rizziconi, e al marito di una sorella, Antonio Maddaferri.

Nel 2008 aveva gia' vissuto a Pesaro un breve periodo della sua vita lontano dalla Piana di Gioia Tauro, prima di trasferirsi in Francia. Da tre anni si era nuovamente trasferito nella cittadina marchigiana e viveva sotto protezione con la famiglia, moglie e figli, nell'appartamento di Via Bovio 28. Un programma soft, visto che non aveva modificato il suo cognome, un particolare che lo rendeva facilmente rintracciabile

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