Agosto con i grandi del '900: "Le braci" di Sándor Márai

Tempo di lettura: ~2 min

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Credo che ogni lettore abbia un libraio di fiducia. Quel libraio che solo da un paio di acquisti effettuati riconosce i libri che possono piacerti e ti consiglia sempre al meglio senza sbagliare un colpo! Io, fortunatamente, ne ho uno. Proprio lui tempo fa, mi ha consigliato un libro cui trama disconoscevo totalmente: Le braci di Sándor Márai.[MORE]

Henrik e Konrad diventano amici da ragazzi. La loro amicizia è complice e silenziosa. I due è come se dipendessero l’uno dall’altro. Il primo è figlio di una ricca famiglia borghese e diventerà un famoso colonnello. Il secondo, proveniente da un ceto medio-basso, è uno spirito inquieto e l’unica cosa che conosce e ama è la musica. Nonostante le differenze vivono insieme la loro vita, finché non arriva Krisztina. Il “duo”, con lei, diventa “trio”. Ma quando Krisztina sposa Henrik, qualcosa tra i due uomini cambia. Perché Krisztina è molto vicina a Konrad, i due diventano sempre più uniti. E nuovi pensieri e sentimenti prendono fuoco negli animi dei due uomini. Passioni omicide, rancori e dubbi.

Il libro è un continuo viaggio nella memoria tenuta fievolmente in vita, come le braci che ardono grazie ad un leggero soffio. Le alimenta Henrik, che dopo 41 anni si ritrova davanti l’amico di ritorno dal suo viaggio ai tropici e Krisztina non è più in vita da molto tempo.

Lo scrittore ungherese ci porta nell’atmosfera malinconica dei rapporti umani più profondi. Quelli che mossi dalle più forti passioni, inevitabilmente, sfociano nell’egoismo e nella vanità: la vanità dell’attesa egoistica di una verità silenziosa, di un sospetto che da anni logora la mente di Henrik.
Malinconia che porta i due amici a svelare le proprie invidie, le proprie incertezze, il proprio desiderio di vendetta e a scoprire che proprio quello era il fuoco che per anni è bruciato nelle loro vene. Fuoco un tempo incandescente, ma che la memoria e i decenni hanno trasformato in nero carbone.

«Nessuna parola poteva definire il loro rapporto. Non erano né fratelli né amanti. Esiste qualcosa di diverso, e se ne rendevano oscuramente conto. Esiste una fratellanza particolare che è più stretta e più profonda di quella che unisce i gemelli nell’utero materno. La vita aveva mescolato i loro giorni e le loro notti, ciascuno dei due era consapevole del corpo e dei sogni dell’altro.»

Valeria Nisticò

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Scritto da Valeria Nisticò

Giornalista di InfoOggi

Leggi altri articoli

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.