Al Serra debutta “Confessioni sospese” di Solène Bresciani

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Il Teatro Serra di Napoli inaugura la stagione “Fuori Asse” con “Confessioni sospese” di Solène Bresciani debutto della versione estesa che monologo vincitore nel 2025 della sezione ‘Autori’ del Premio “Serra-Campi Flegrei”; un viaggio poetico sulle tracce della poetessa argentina Alfonsina Storni. Musiche originali di Anthos. Dal 9 all’11 ottobre in Via Diocleziano 316 (venerdì ore 21:00, sabato ore 19:00, domenica ore 18:00). Info: teatroserra@gmail.com; 347.8051793.​ 

Un aereo per l’Argentina e un pianoforte diventato cabina di pilotaggio, condotto da una pianista-pilota in volo attraverso le note musicali. È il luogo simbolico, tra sogno e realtà, in cui Alfonsina cerca il senso della propria storia segnata dall’abbandono da parte del padre, ormai scomparso, figura amata e sfuggente con il quale la protagonista dialoga durante il viaggio. La sua assenza ha segnato profondamente il modo in cui la donna vive l’amore, la libertà e l’appartenenza; cercando di comprendere le ragioni della fuga e del silenzio che ha attraversato il loro rapporto attraverso ricordi, domande rimaste senza risposta e confessioni intime. Intrecciata a questa ricerca, c’è la presenza costante della poetessa femminista argentina Alfonsina Storni, alla quale la protagonista deve il proprio nome.​ 

“Questo spettacolo, per me molto importante, è un viaggio, in tutti i sensi della parola. Si svolge su un aereo in volo tra Napoli e Buenos Aires, i cui passeggeri sono gli spettatori e durante il tragitto, la protagonista elabora il lutto per la morte del padre, in un processo poetico guidato dai versi di Alfonsina, di trasformazione verso la vita e la speranza” dice l’autrice.​ 

La storia, le poesie e le lotte per l’emancipazione femminile della poetessa, diventano una bussola capace di orientarla nel dolore; le sue     parole e quelle di altre donne che hanno cercato, amato, creato e sofferto prima di lei, le rivelano una genealogia femminile che trasforma il viaggio in una riflessione sulla condizione femminile contemporanea, sul bisogno di essere viste e ascoltate, sulle ferite del patriarcato, sulla trasmissione tra donne e sull’importanza di raccontare la propria esperienza.​ Se il confronto con il padre rappresenta la ricerca di una riconciliazione personale, l’incontro con Alfonsina Storni apre la possibilità di riconciliarsi anche con la storia delle donne che l’hanno preceduta. Tra memoria privata e collettiva, lutto ed emancipazione, il testo racconta un percorso di trasformazione che attraversa la morte per riaffermare la vita. Un’opera che celebra la necessità, per le donne di oggi, di continuare a raccontarsi e a riconoscersi nelle voci delle proprie antenate, affinché nessuna storia resti più sospesa e perché, solo smettendo di fuggire, sia possibile ritrovare se stesse.​ 

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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