La replica dell'avv. Antonello Talerico: «Critica libera, calunnia mai. Verrà depositata una denuncia penale, anche per i messaggi privati inoltrati. E intanto la raccolta corre: duecentomila euro di impegni in pochi giorni»
Lo dico subito: non replichiamo perché attribuiamo importanza a quel comunicato, ma perché ai lettori sono dovute le informazioni corrette, e perché il tempo che si dedica alle polemiche è tempo sottratto al lavoro. Il comunicato diffuso dal presidente di Culturasila – a me persona totalmente sconosciuta e credo ai più, parla come se fosse il proprietario dell'Albergo delle Fate, ma peccato per lui non lo è – travalica di molto il confine della critica, che resta sacra, e scivola in affermazioni gravemente offensive che, a mio giudizio, integrano profili di diffamazione e, in taluni passaggi, finanche di calunnia. Sarà dunque l'Autorità giudiziaria a valutarle: sto predisponendo una denuncia penale, che avrà ad oggetto tanto il comunicato pubblico quanto i messaggi con cui lo stesso soggetto ha ritenuto di disturbarmi privatamente nei giorni scorsi, con un atteggiamento talmente maleducato e offensivo da indurmi a rifiutare qualsiasi interlocuzione. Esprimere un'opinione è un diritto; accusare pubblicamente le persone di scorrettezze mai commesse è un reato. Sono due cose diverse, e chi scrive comunicati dovrebbe conoscere la differenza.
Nel merito, pochi punti fermi. Il primo: quella sull'Albergo delle Fate è un'operazione tra privati. Un gruppo di cittadini e imprenditori che vorrebbero acquistare un bene da chi ne è proprietario non deve chiedere autorizzazioni, gradimenti o benedizioni ad alcun comitato, né rendere conto ad autoproclamati custodi della Sila. Chi pretende che l'iniziativa privata passi dal proprio vaglio ha un problema con i fondamenti dell'ordinamento, prima ancora che con la buona educazione e con la realtà.
Il secondo: la pretesa “omissione” del contenzioso. Chi sa leggere gli atti sa che la compravendita del 15 giugno 2000 è stata vagliata da due sentenze conformi, del Tribunale di Catanzaro e della Corte d'Appello di Catanzaro, che ne hanno riconosciuto la piena validità, respingendo ogni censura. Lo ha ricordato pubblicamente, appena un mese fa e su questa stessa testata, il difensore dell'acquirente, che ha a sua volta presentato querela a tutela dell'onore del proprio assistito. Una doppia conforme che, per chiunque abbia dimestichezza con il giudizio di legittimità, chiude la partita al di là dei ricorsi in Cassazione. E in ogni caso lo abbiamo scritto a chiare lettere: prima di qualunque versamento e prima della costituzione della società, un notaio vaglierà ogni aspetto formale e sostanziale dell'operazione, unitamente alle componenti legali, provenienza del bene compresa; e chi vende, per codice civile, garantisce la proprietà e la libertà del bene che trasferisce. Altro che opacità: è l'esatto contrario.
Il terzo: Dopo aver assistito la stessa signora Mancuso in una pluralità di cause, molte delle quali vinte, in sede civile e in sede penale, su vicende del tutto diverse da quella dell'Albergo delle Fate. Il rapporto fiduciario è venuto meno proprio sul contenzioso dell’Albergo, per un contrasto netto sull'impostazione: mi si rappresentava l'esistenza di carte e di prove decisive che, alla prova dei fatti, non esistevano e che, non a caso, non sono mai state prodotte agli atti sin dal primo giudizio. Il giudizio d'appello e il ricorso per cassazione sono stati curati da altri difensori; e proprio la sentenza d'appello ha confermato quella lacuna documentale, dando piena legittimazione alle decisioni assunte dai giudici.
Il quarto: la raccolta. Nessuna “colletta estiva”. Parliamo di Holding e di procedure chaire a chi sa leggere e conosce il diritto societario. L'iniziativa si fonda su impegni di sottoscrizione condizionati, secondo il modello che abbiamo pubblicato: nessuno versa nulla oggi, i versamenti avverranno soltanto alla costituzione della società, secondo le procedure di legge, ovvero transiteranno su conto vincolato presso un notaio con obbligo di integrale restituzione se l'operazione non si perfezionerà. I promotori non toccheranno mai un euro. E i numeri parlano da soli: in pochi giorni gli impegni al versamento hanno raggiunto circa duecentomila euro, sui cinquecentomila che ci siamo prefissati come traguardo dell'azionariato popolare e altre adesioni stanno arrivando. Mentre qualcuno scrive comunicati, la gente firma. Chiunque sia in grado di leggere lo ha già letto; chi non lo ha letto farebbe bene a farlo prima di parlare di asimmetrie e di donatori da tutelare.
Un'ultima parola sulla “militanza” che mi si rimprovera di non avere. Confesso di non aver capito cosa dovrebbe essere: sit-in, mostre e comunicati non comprano un immobile, non lo restaurano e non gli restituiscono un solo posto di lavoro. In tanti anni di rivendicato presidio – da parte lo ripetiamo di un signore che io non conosco - del territorio non risulta un piano finanziario, un progetto industriale, una proposta di acquisizione, un interlocutore portato al tavolo: non un solo risultato concreto, salvo autoproclamazioni e comunicati tanto roboanti quanto vuoti, nei quali ci si erge a padroni di casa di un bene altrui. Dalle nostre parti si dice che capita sempre, quando qualcuno si impegna e porta risultati, che chi non ha mai prodotto nulla si limiti a strepitare dal recinto. Noi quel piano lo abbiamo presentato, con nomi, numeri e regole.
È probabile che a questa replica seguano altre dichiarazioni. Lo annuncio fin d'ora: non vi replicheremo, perché noi andiamo dritti per la nostra strada e il resto è rumore. Se con la proprietà riusciremo a definire l'entità del prezzo di vendita, porteremo il progetto fino in fondo, con il notaio, i sottoscrittori e gli imprenditori al tavolo. Diversamente, lasceremo volentieri a chi fa i sit-in il compito di salvare l'Albergo delle Fate: sono decenni che ci prova, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Per la parte penale, invece, se ne occuperà la Procura della Repubblica. L'Albergo delle Fate merita serietà, non custodi dell'immobilismo né autoproclami da parte di chi non solo non ne è proprietario, ma non ne ha alcun ruolo e, forse alla fine l’obiettivo per taluni è soltanto apparire per poi dileguarsi quando oltre alle polemiche ci sono i risultati da portare.
Avv. Antonello Talerico
promotore dell'iniziativa Acquisizione Albergo delle fate