Di tutto un po'

Alberi e... alberi

 Ringraziamo di vero cuore Adele, una nostra lettrice, per aver condiviso con noi una delle mille storie che riguardano il simbolo natalizio che, nell’immaginario di tutti, rappresenta meglio questa solenne festività, l’albero di Natale.


Le leggende che ruotano attorno all’albero di Natale sono tante, tutte interessantissime e piene di fascino e la maggior parte di esse è di tradizione germanica.


Da qualunque posto giungano, le storie e i racconti che narrano dell’albero di Natale, hanno tutti in comune un elemento importantissimo, l’interpretazione del simbolo, un albero sempreverde che rappresenta la vita che continua e l’attesa del ritorno della primavera.[MORE]


Vogliamo, quindi, rievocare ai nostri lettori, le più belle, quelle più significative e avvincenti, perché ogni mito che si rispetti deve essere circondato da un alone di mistero e di magia.


Soffermandomi sull’argomento, ho ricordato una storia che, in questo periodo dell’anno, si fa leggere ai bambini più piccoli ma che, certamente, non lascerà indifferenti gli adulti.


In un remoto villaggio di campagna, il giorno della Vigilia di Natale, un bambino si recò nel bosco alla ricerca di un ceppo di quercia da bruciare nel camino, come voleva la tradizione, nella notte Santa.


Si attardò più del previsto e, sopraggiunta l'oscurità, non fu capace di ritrovare la strada di casa. Per giunta cominciò anche a nevicare.


Il bimbo si sentì assalire dall'angoscia e pensò a come, nei mesi precedenti, aveva atteso quel Natale, che forse non avrebbe potuto festeggiare.


Nel bosco, ormai spoglio di foglie, vide un albero ancora verdeggiante e si riparò dalla neve sotto di esso. Si trattava di un abete.


Sopraggiunta una grande stanchezza, il piccolo si addormentò, raggomitolandosi ai piedi del tronco e l'albero, intenerito, abbassò i suoi rami fino a far loro toccare il suolo in modo da formare come una capanna che proteggesse dalla neve e dal freddo il bambino.


La mattina si svegliò, sentendo in lontananza le voci degli abitanti del villaggio che si erano messi alla sua ricerca e, uscito dal suo ricovero, poté con grande gioia riabbracciare i suoi compaesani.


Solo allora tutti si accorsero del meraviglioso spettacolo che si presentava davanti ai loro occhi.


La neve caduta nella notte, posandosi sui rami frondosi, piegati fino a terra, aveva formato dei festoni, delle decorazioni e dei cristalli che, alla luce del sole che stava sorgendo, sembravano luci sfavillanti, di uno splendore incomparabile.


In ricordo di quell’episodio, l'abete venne adottato a simbolo del Natale e da allora in tutte le case viene addobbato ed illuminato, quasi per riprodurre lo spettacolo che gli abitanti del piccolo villaggio videro in quel lontano giorno.


Da quello stesso giorno gli abeti nelle foreste hanno mantenuto, inoltre, la caratteristica di avere i rami pendenti verso terra.


Un’altra leggenda narra di un taglialegna che, tornando a casa in una notte ghiacciata illuminata dalla luna, vide uno spettacolo meraviglioso, le stelle che brillavano attraverso i rami di un pino ricoperto di neve e di ghiaccio.


Per spiegare a sua moglie la bellezza di quello che aveva visto, l'uomo tagliò un piccolo pino, lo ricoprì di nastri bianchi e di piccole candele per rappresentare il ghiaccio, la neve e le stelle.


La moglie, la gente e i bambini del vicinato furono così meravigliati di vedere l'albero e sentire il racconto del taglialegna che da allora ogni casa ebbe il suo albero di Natale.


Andando indietro nel tempo, fino al 1737, si può trovare traccia dell’albero di Natale nel racconto di Karl G. Kissingl, professore universitario.


Secondo quest’ultimo, una contadina preparò un albero di Natale per ogni figlio che aveva, accese delle candele e le sistemò sui rami degli alberi, sotto i quali mise dei regali.


Quando ebbe finito, chiamò ad uno ad uno i suoi figli e consegnò loro, oltre al regalo, anche l'albero.


Un’altra storia che risale al 1611 racconta che la duchessa di Brieg, in Germania, avesse preparato tutto, nel suo castello, per festeggiare il Natale.


Il salone era addobbato quasi interamente, ma la duchessa notò che un angolo appariva spoglio rispetto al resto della stanza.


Avvoltasi nel suo scialle, uscì nel parco adiacente al castello, certa che la natura le avrebbe offerto qualcosa. Mentre passeggiava pensierosa, notò un piccolo abete e pensò che sarebbe stato sicuramente benissimo in quell'angolo.


Chiamò uno dei suoi giardinieri e gli chiese di adagiare l'alberello in un vaso che venne poi trasportato nel salone delle feste.


E in Italia, invece, quando si è adottata l’usanza di addobbare l’abete per celebrare il Natale?


Nelle case italiane l' albero di Natale è arrivato in circostanze davvero curiose e da non molto tempo.


Verso la fine del 1800, nelle corti europee e tra le famiglie che appartenevano alla nobiltà si era diffusa l’usanza di addobbare l’abete per celebrare il Natale.


Anche la Regina Margherita, moglie di Umberto I, ne fece allestire uno in un salone del Quirinale, dove la famiglia reale abitava.


La novità piacque moltissimo e l'usanza di decorare l’albero divenne di casa tra le famiglie italiane in breve tempo.

Mia S. Aaron