Alessandro Bastoni indagato a Milano per presunta prostituzione minorile: convocato in Procura per chiarimenti
L'inchiesta della Procura di Milano coinvolge il difensore dell'Inter. La posizione del calciatore è al vaglio degli inquirenti, mentre resta valido il principio della presunzione di innocenza
Il difensore dell'Inter e della Nazionale italiana Alessandro Bastoni è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Milano con l'ipotesi di reato di prostituzione minorile. L'iscrizione rappresenta uno degli ultimi sviluppi di una più ampia indagine che da mesi punta a fare luce su un presunto sistema di organizzazione di incontri a pagamento destinati a clienti facoltosi del mondo dello sport e dell'imprenditoria.
Secondo quanto emerso, al calciatore viene contestato un presunto rapporto sessuale a pagamento con una ragazza che, all'epoca dei fatti risalenti al 2020, aveva 17 anni. Bastoni è stato convocato dagli inquirenti per un interrogatorio fissato per venerdì 3 luglio, durante il quale potrà fornire la propria versione dei fatti.
Alessandro Bastoni indagato: cosa contesta la Procura
L'indagine è coordinata dalla pubblico ministero Rosaria Stagnaro e dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini, con le investigazioni affidate al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza.
Al centro dell'inchiesta vi sarebbe la società di eventi Ma.De Milano, ritenuta dagli investigatori una presunta struttura utilizzata per organizzare eventi esclusivi e incontri riservati. Secondo l'ipotesi accusatoria, l'organizzazione avrebbe favorito un sistema di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, coinvolgendo escort che avrebbero cercato contatti con calciatori di Serie A, altri sportivi e clienti VIP.
In questo contesto investigativo è maturata anche l'iscrizione nel registro degli indagati di Alessandro Bastoni, chiamato ora a chiarire la propria posizione davanti ai magistrati.
La ragazza ascoltata come testimone ha negato il rapporto
Uno degli elementi emersi riguarda la giovane che sarebbe coinvolta nella vicenda. La ragazza, ascoltata dagli investigatori in qualità di testimone, avrebbe negato che vi sia stato un rapporto sessuale a pagamento con il difensore nerazzurro.
Nonostante le sue dichiarazioni, gli inquirenti ritengono di dover proseguire gli accertamenti sulla base di altri elementi raccolti durante le indagini, motivo per cui è stato disposto l'interrogatorio del calciatore.
L'inchiesta partita dagli arresti dello scorso aprile
La vicenda trae origine dagli sviluppi investigativi che, il 21 aprile, hanno portato agli arresti domiciliari di quattro persone, tra cui Emanuele Buttini e Deborah Ronchi.
Secondo la ricostruzione della Procura, entrambi sarebbero stati i presunti promotori di un'associazione finalizzata allo sfruttamento della prostituzione. Gli indagati hanno sempre respinto ogni accusa.
Parallelamente agli arresti, gli investigatori hanno continuato ad acquisire documentazione, dispositivi elettronici e materiale informatico per ricostruire il funzionamento dell'organizzazione e verificare eventuali rapporti con clienti appartenenti al mondo del calcio professionistico.
Ascoltati anche altri calciatori come persone informate sui fatti
Nell'ambito dell'inchiesta sono stati convocati come persone informate sui fatti anche altri giocatori, senza che nei loro confronti risultino contestazioni.
Tra i calciatori ascoltati figurano Daniel Maldini, Riccardo Calafiori e Kevin Bonifazi, sentiti esclusivamente per fornire chiarimenti utili alla ricostruzione degli eventi e dei contatti avuti con gli organizzatori delle presunte serate.
Analisi dei telefoni e dei flussi di denaro
Le indagini proseguono attraverso l'analisi dei telefoni cellulari sequestrati agli indagati e dei dispositivi consegnati da alcune delle ragazze coinvolte.
Gli investigatori stanno esaminando chat, contatti e conversazioni utilizzando numerose parole chiave, comprese decine di cognomi di calciatori, con l'obiettivo di verificare eventuali incontri e ricostruire l'organizzazione degli appuntamenti.
Parallelamente sono in corso accertamenti anche sui movimenti finanziari. Secondo l'ipotesi della Procura, gli organizzatori avrebbero trattenuto una quota significativa dei compensi derivanti dalle prestazioni sessuali, arrivando in alcuni casi fino al 50% dei pagamenti.
Vale la presunzione di innocenza
È importante ricordare che l'iscrizione nel registro degli indagati non equivale a una condanna e rappresenta un atto previsto dal procedimento penale per consentire lo svolgimento delle indagini e garantire il diritto di difesa.
Ai sensi dell'articolo 27 della Costituzione italiana, Alessandro Bastoni deve essere considerato innocente fino a un'eventuale sentenza definitiva di condanna. Saranno gli sviluppi dell'inchiesta e gli accertamenti della magistratura a chiarire l'effettiva ricostruzione dei fatti.