Alfano: «Premier sia scelto tramite primarie»

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ROMA, 4 NOVEMBRE 2013 - Ancora all’attacco Angelino Alfano, l’ormai ex segretario del Pdl, ex delfino di Berlusconi, rincara la dose di veleno contro gli ormai famigerati lealisti del Cav annunciando all’interno del nuovo libro di Vespa la convinzione ancora presente di dare al centrodestra un premier scelto dalla base tramite primarie.

«La mia idea – dice il vice-premier- non è cambiata rispetto alla fine del 2012 quando lanciammo le primarie. Alle prossime elezioni, il nostro candidato dovrà essere scelto attraverso primarie il più aperte possibile, alle quali partecipi il più alto numero di simpatizzanti».

Eppure fu proprio lui a frenare, in qualità di segretario del Popolo delle Liberta, nel 2012 la scelta del candidato premier tramite primarie, infatti sottolinea Alfano «Le bloccai per Berlusconi e Giorgia Meloni ancora me lo rimprovera.»[MORE]

Secondo Alfano infatti sarebbe necessario partire dalla “grande intuizione” di Berlusconi ( del 1994 con FI e del 2001 con la Casa delle Libertà) ma liberandosi di tutti gli estremismi. Il suo è un chiaro riferimento ai Falchi berlusconiani, considerati il vero male della destra italiana, legati al Cav al tal punto da frenare ogni sviluppo democratico all’interno del partito.

Ma ad Alfano risponde Bondi. Con estremismo, appunto. «Leggo con stupore misto ad amarezza le dichiarazioni Alfano - dice Sandro Bondi, fedelissimo del Cav . «Per me Forza Italia è un patrimonio che non dovrebbe essere intaccato con dichiarazioni così avventate e radicali». «L'unica ragione per cui scelgo di restare in Forza Italia è la leadership umana e politica del Presidente Silvio Berlusconi, il quale fa bene a non lasciare Forza Italia né ai supposti estremisti né tantomeno a coloro che non hanno dimostrato alcuna lealtà e solidarietà nei suoi confronti nel momento più difficile della sua vita personale».

Il veleno in casa PDL è ancora forte. Dopo alcuni segni di possibile ricongiungimento tra le parti è ormai chiaro che la definitiva scissione è sempre più vicina. Il rischio per loro però, mentre si contano i parlamentari, è quello di lasciare ancora una volta campo libero all’antipolitica a cui ormai è sempre più difficile riuscire a dare torto.

Soprattutto se un parlamentare, è il caso del famigerato Razzi (Pdl) si dice disposto a morire per Berlusconi. «Io non sono né falco e né colomba nel Pdl, sono solo di proprietà di Berlusconi, quello che lui mi dice io faccio. – dice Antonio Razzi a 'Un Giorno da Pecora' su Radio2 - Per Berlusconi farei qualsiasi cosa anche gettarmi sotto un treno.»

In questi giorni tanti hanno detto: Berlusconi è finito. Il berlusconismo no. Ma Berlusconi non è per niente finito e finirà solo quando finiranno i berlusconiani. Che sia per voi una necessità o meno, potrebbe essere innegabilmente l’inizio di una nuova era per i liberali italiani, che in questo momento oltre ad essere poco liberali, sono anche poco liberi.

Sergio Sulmicelli

(foto da: repubblica.it)

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Scritto da Sergio Sulmicelli

Giornalista di InfoOggi

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