L' altro Mondiale di calcio

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Tutto pronto per i mondiali di calcio in Sudafrica, tra meno di un mese l’atteso calcio d’inizio. Tutti i tifosi del mondo si preparano a tirar fuori striscioni e bandiere e tra non molto, milioni di persone saranno incollate davanti la tv in quasi tutti i paesi della Terra.

Ma se questo rappresenta un momento di unità nazionale in cui tutti sentono di appartenere ad una patria, di contro il 30 maggio a Gozo, assolata isola maltese, inizieranno i mondiali di calcio dei “Popoli senza Nazione”: In campo scenderanno le squadre di quei popoli che “non sentono” di appartenere ad una patria e che rivendicano, invece, l’appartenenza ad uno Stato che, per ragioni storiche, politiche e sociali, non esiste più o che non è mai esistito.

Dunque “ex Stati” e “aspiranti Stati” si affronteranno in una tornata calcistica che durerà fino al 6 giugno, e che vedrà giocare anche una categoria di donne.
Tra gli “aspiranti” il Kurdistan, la Provenza, l’Occitania e la nostra Padania, mentre tra gli “ex” ci saranno l’Isola di Gozo e l’altro nostro Regno delle Due Sicilie.

Per il momento la squadra campione uscente è la nazionale di Bossi Junior.
È la seconda volta che questa competizione tiene banco, ed è già capitato che le due “nazionali” italiche si siano affrontate in un fantasioso derby, in cui le due tifoserie si sono divertite tra slogan in dialetto “terrone” e battute di risposta in lombardo-veneto.
La domanda sorge spontanea: si tratta di semplice goliardia, oppure è il segno, come afferma lo scrittore Pino Aprile, che ormai la secessione è in atto?
 

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