Ancona, espulsi due stranieri pericolosi: uno condannato per omicidio
La Polizia di Stato di Ancona ha eseguito nei giorni scorsi il rimpatrio di due cittadini extracomunitari ritenuti pericolosi, nell'ambito delle attività di contrasto all'immigrazione irregolare. L'operazione, condotta dalla Questura dorica, conferma l'attenzione delle forze dell'ordine verso soggetti con gravi precedenti penali.
Il primo caso: espulsione per un pakistano con numerosi precedenti
Il primo rimpatrio ha riguardato un uomo di origine pakistana di circa 40 anni, destinatario di un provvedimento di espulsione con accompagnamento immediato alla frontiera. Il soggetto era gravato da numerosi precedenti penali, tra cui detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, furto aggravato, ricettazione, danneggiamento aggravato, violazione di domicilio aggravata, spendita e introduzione nello Stato di monete falsificate, nonché possesso di armi od oggetti atti a offendere. La sua pericolosità sociale ha reso indifferibile l'allontanamento dal territorio nazionale.
Il secondo caso: bengalese condannato per omicidio aggravato
Il secondo rimpatrio ha coinvolto un cittadino del Bangladesh, anch'egli di circa 40 anni, che si trovava detenuto in carcere dopo essere stato condannato dalla Corte di Assise di Appello di Ancona alla pena di 15 anni di reclusione per il reato di omicidio aggravato commesso in concorso. Al termine della detenzione, è stato disposto il suo accompagnamento alla frontiera per l'espulsione.
Le modalità dell'operazione e i numeri dei rimpatri
Nella giornata di ieri, entrambi gli uomini sono stati prelevati dagli agenti della Questura di Ancona e condotti presso lo scalo aeroportuale di Roma Fiumicino, da dove sono stati rimpatriati con un dispositivo di scorta internazionale. L'operazione si inserisce in un'attività più ampia di contrasto all'immigrazione irregolare che, secondo quanto reso noto dalla Questura, ha portato all'esecuzione di 49 rimpatri dal 1° gennaio 2026 ad oggi. Un dato che testimonia l'impegno costante delle autorità nel garantire la sicurezza e il rispetto delle normative sull'immigrazione.
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