Antonella Apa Attrice

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Catanzaro, 30 marzo – AAA Antonella Apa Attrice Di solito siamo abituati a vedere cartelli co...

Catanzaro, 30 marzo – AAA Antonella Apa Attrice
Di solito siamo abituati a vedere cartelli con la dicitura AAA - cercasi, per esempio, attrice - , noi oggi abbiamo cercato una bravissima attrice e l’abbiamo trovata. E’ la poliedrica Antonella Apa, attrice di teatro dialettale calabrese e componente della squadra di attori che insieme a Piero Procopio si esibisce fuori dai confini regionali

Quando si parla di lei, della nostra Antonella Apa, il luogo comune, secondo cui gli attori sono schivi e che la timidezza è inversamente proporzionale alla bravura, trova concretezza. Antonella è infatti tanto timida, quanto brava. E’ davvero molto schiva e a fatica siamo riusciti a convincerla che parlare di lei in realtà ci consente di parlare del teatro dialettale calabrese, oltre che consentirci di poter far comprendere a chi ha ingiustificate riserve, che il teatro e la recitazione non sono destinati solo a chi ha la c.d.faccia tosta, ma anche a chi è timido ed è particolarmente sensibile.

Oggi è di scena… proprio questa brava e simpatica attrice di commedie in dialetto calabrese. Come un po’ tutti ha iniziato la sua carriera per caso, all’interno della parrocchia. Proprio a proposito di parrocchia ci teniamo a puntualizzare il ruolo importante che essa assume rispetto alla socializzazione in generale e come essa contribuisca alla esternazione di forme culturali variegate, certo sta poi alla sensibilità dei singoli parroci o gruppi di animatori presenti, come ad esempio gli oratori che aiutano molto spesso i ragazzi, le persone a cimentarsi in esperienze teatrali, musicali, o in attività ludico-sportive.

Antonella inizia quindi, proprio all’interno di una parrocchia di Catanzaro, con delle scenette, per poi cimentarsi in due lavori teatrali, scritti e diretti da Maurizio Leonardi. Fa parte dell’associazione culturale “L’Aquilone”, che porta in diverse piazze della città dei lavori teatrali. La collaborazione con l’Associazione dura diversi anni e Antonella matura una significativa esperienza, che le consente di esprimere le sue qualità e se vogliamo anche di superare riserve caratteriali. A causa poi di una serie di problemi Antonella lascia l’associazione ma resta in lei il desiderio di esprimersi sul palcoscenico ed a distanza di qualche anno avviene l’incontro con Piero Procopio, un commediografo, già noto nel panorama degli autori e attori calabresi. Con Piero Procopio inizia l’esperienza teatrale, all’interno del neo Teatro Hercules, - divenuto nel corso di questi anni un punto di riferimento del teatro stabile dialettale calabrese ed interregionale. Questa compagnia di attori, consente ad Antonella Apa di interpretare i ruoli più disparati, tutti estremamente esilaranti. Antonella ottiene per questo il riconoscimento di diversi premi, in qualità di migliore attrice protagonista e di attrice non protagonista, in particolare a Roccella Jonica ed a Cirò con "Matrimoni e Viscuvati", una commedia di Piero Procopio, ben fatta e molto divertente. In diverse occasioni quindi Antonella viene consacrata come migliore attrice protagonista, nelle sue interpretazioni.

Tra le sue tante interpretazioni ricordiamo quella in “Troni e lampi”, una commedia ambientata in una casa di cura, dove la cinica ed indomabile Suor Clementina (Antonella interprete) amministra sapientemente la clinica “Villa Arzilla”, non lasciando spazio a cedimenti dei sentimenti , fino a quando la sua sensibilità non viene “compromessa” da una ragazza madre, interpretata dalla bella e brava Vanessa Curto. Antonella Apa, ha recitato sempre a fianco di Piero Procopio, in tanti lavori: "Basta, avanza e suverchja" di Nino Gemelli, "Pilu e contropilu"," Era megghju a fimmina", nel ruolo di Giulietta, "Abbastanza ma è masculu" e cosi via, dando sempre il meglio di sé.

Per chi la vede sul palcoscenico apprezza subito le sue doti di ottima attrice, per chi invece legge nel suo sguardo scruta il suo animo gentile. Antonella evoca la Franca Valeri nazionale, quel suo charme di donna,volutamente svampita, distratta, eterea, che con leggerezza e naturalezza cattura l’attenzione del pubblico. Un pubblico che l’apprezza per la sua bravura, per le sue caratterizzazioni particolarmente difficili e per l’ilarità che riesce a trasmettere, in grandi e piccoli spettatori.

Mario Sei

 

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