Antonello Talerico: con l'intelligenza cambia il paradigma nei servizi professionali.

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La questione non è se l’intelligenza artificiale produrrà una discontinuità. La discontinuità è già in atto. La questione è chi controllerà il nuovo equilibrio.

Per anni il vantaggio competitivo nei servizi legali, economici e finanziari è stato legato alla concentrazione di capitale umano altamente specializzato. Oggi quel capitale si integra con un “capitale algoritmico” che moltiplica capacità di analisi, velocità e precisione.

Questo genera tre effetti immediati:

riduzione dei tempi di lavorazione;

abbattimento dei costi interni;

maggiore standardizzazione qualitativa delle attività tecniche.

Ne deriva un sistema in cui la pura forza numerica conta sempre meno. Conta la capacità di integrare tecnologia e visione strategica di dominare e governare la forza inarrestabile dell'AI.

Uno dei pilastri storici del potere professionale è stato l’accesso privilegiato all’informazione e alla sua elaborazione. L’AI sta riducendo questa asimmetria.

Oggi un piccolo studio prifessionale può analizzare in poche ore volumi documentali che prima richiedevano settimane;

una consulenza economica può essere supportata da modelli previsionali avanzati senza infrastrutture proprietarie gigantesche;

un’analisi finanziaria può essere simulata con strumenti accessibili.

Il vantaggio non sparisce, ma si redistribuisce.

La conseguenza sarà una progressiva compressione dei margini nei servizi standardizzati. Le attività ripetitive diventeranno commodity.

Sopravvivranno — e cresceranno — coloro che sapranno offrire:

interpretazione strategica,

responsabilità decisionale,

gestione del rischio complesso,

capacità negoziale.

L’AI non elimina il professionista. Lo costringe a salire di livello, altrimenti sarà out.

La regolazione europea può incidere su trasparenza e responsabilità, ma non può fungere da argine strutturale. La tecnologia è globale, scalabile, adattiva è partita e nessuno sarà in grado di fermarla.

Il vero equilibrio non nascerà dal rallentamento, ma dall’adozione consapevole e governata.

In ambito legale ed economico-finanziario è già evidente un fenomeno di livellamento competitivo. A breve, la differenza tra un grande gruppo e uno studio tecnologicamente evoluto sarà meno marcata sul piano operativo.

La linea di frattura non sarà dimensionale.

Sarà culturale.

Chi integrerà l’intelligenza artificiale nei propri modelli organizzativi rafforzerà la propria posizione.

Chi tenterà di difendersi dal cambiamento rischierà di essere smantellato.

L’“apocalisse” non è la crescita dell’AI.

L'apocalisse sarà la resistenza al cambiamento. Antonello Talerico Consigliere Nazionale Forense (CNF)

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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