MILANO, 03 FEBBRAIO 2012- Non si arresta la protesta dei commercianti contro l'Area C. Il provvedimento, introdotto da Palazzo Marino lo scorso 16 gennaio, è così mal visto che, nel corso di un'assemblea volta ad individuare le forme di protesta più efficaci, uno dei centocinquanta proprietari di negozi delle vie del centro, ha definito l'Area C un "provvedimento terroristico che ci sta uccidendo". Immediata la replica del Comune che, in una nota ufficiale, ha definito "semplicemente inaccettabile la definizione usata per la congestion charge peraltro in vigore da anni in molte città europee senza effetti negativi sul commercio, come documentano gli studi ufficiali".
Tuttavia, ai commercianti della zona colpita dal provvedimento non interessano molto i dati ufficiali del Comune, ritenedoli poco attendibili visto che secondo gli stessi, "Le vendite sono calate del 50%". A causa di ciò, decidendo di costituire un vero e proprio comitato (con tanto di presidente e vice), hanno deciso di porre in essere una serie di iniziative anti Area C e contro le decisioni di una giunta "radical-chic", così come è stata definita un altro dei commercianti. [MORE]
Il valzer di proteste partirà martedì sera, con una manifestazione-girotondo sotto Palazzo Marino mentre, in uno dei giorni successivi, si terranno spente le luci dei negozi per alcune ore "per far vedere come sarà il mortorio fra qualche mese". Inoltre, è stato deciso di promuovere una raccolta firme, appelli pubblicitari sui giornali. Tutto ciò perchè, come sottolineano gli esercenti, "Il calo delle vendite è tra il 50 e il 70 per cento, siamo discriminati da un provvedimento che è solo contro noi negozianti". Questo potrebbe portare alla chiusura di alcuni negozi, o almeno licenziamento dei dipendenti. Oltre alla proteste, i commercianti che aderiscono al comitato provvederanno ad elaborare una serie di proposte come, ad esempio, quella di anticipare alle 17,30 lo spegnimento delle telecamere di Area C, per avere due ore di clientela senza il ticket da 5 euro.
Tuttavia, i toni accesi usati dai commercianti, non consentono di avere un dialogo del tutto sereno con Palazzo Marino, che nella stessa nota sottolinea, "Il dissenso è legittimo, ma non ricorrendo a toni violenti ed evocativi davvero di ben altri e tristi episodi". In merito a ciò, è intervenuto anche il consigliere pd Carlo Monguzzi, che presiede la commissione Mobilità, sostenendo,"Rispettiamo i problemi dei commercianti e lavoreremo insieme per risolverli, ma è da irresponsabili parlare di provvedimento terroristico perché sposta la discussione sul piano della rissa e perché poi magari qualche pazzo si esalta e manda bossoli di proiettili a qualcuno".
A prendere le distanze dai suddetti comportamenti è anche Confcommercio che, attraverso il vicepresidente Adalberto Corsi, ha dichiarato, "I toni provocatori e violenti dell’incontro dell’autocostituito comitato non ci appartengono, i problemi che provoca Area C non si risolvono così".
(Fonte: La Repubblica)
Rosy Merola