Arrestato 76enne a Padova per bracconaggio e arsenale illegale

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Un'operazione dei Carabinieri del Reparto Operativo SOARDA, con il supporto del Gruppo Carabinieri Forestale di Padova e del Nucleo Cites di Venezia, ha portato all'arresto in flagranza di un uomo di 76 anni residente a Villafranca Padovana. L'uomo era già noto alle forze dell'ordine e destinatario di un provvedimento di divieto di detenzione di armi e munizioni, ma è stato sorpreso mentre cacciava illegalmente a Limena.

La scoperta durante la caccia illegale

I militari hanno colto l'anziano sul fatto: stava esercitando l'attività venatoria senza licenza e con un fucile modificato con silenziatore, utilizzando richiami elettroacustici vietati. Aveva già catturato due esemplari di pispola, una specie particolarmente protetta. Durante la perquisizione, è emerso un quadro molto più grave: un vero e proprio arsenale illegale.

Sequestrato un arsenale illegale

Le forze dell'ordine hanno sequestrato tre fucili, di cui uno non denunciato e con silenziatore, due ad aria compressa, oltre **3.200 cartucce** di vario calibro e più di un chilogrammo di polvere da sparo. Inoltre, sono stati trovati attrezzature per la modifica delle armi e il caricamento delle munizioni, tre bilance di precisione e ventuno richiami elettroacustici completi di telecomandi.

Ma non finisce qui: i Carabinieri hanno rinvenuto anche **455 esemplari di uccelli di specie protette**, tra cui 235 pispole spiumate, 10 tordi spiumati, 207 pispole ancora impiumate e 3 ballerine impiumate, conservati sottovuoto e congelati. Sono stati sequestrati anche 14 bastoncini cosparsi di vischio, usati per la cattura di piccoli uccelli.

Le accuse e il provvedimento del Tribunale

I reati contestati all'uomo comprendono la detenzione abusiva di armi e munizioni, il possesso di armi non censite e di dubbia provenienza, l'esercizio venatorio con arma alterata per accrescerne la capacità offensiva, il furto venatorio, l'utilizzo di richiami elettroacustici vietati e l'abbattimento di fauna particolarmente protetta. All'esito del giudizio direttissimo, il Tribunale di Padova ha convalidato l'arresto disponendo i domiciliari.

Un caso che sottolinea l'importanza dei controlli contro il **bracconaggio** e la tutela delle specie protette, un fenomeno ancora diffuso nonostante i divieti.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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